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Home » Ast, in cassa fino a 1.200 dipendenti

Ast, in cassa fino a 1.200 dipendenti

di Fabio Toni
5 Settembre 2019
in Ast, Economia, Imprese, In evidenza, Lavoro
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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All’annuncio informale arrivato martedì per telefono, mercoledì ha fatto seguito quello ufficiale, tramite una lettera inviata alle rsu, alle segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb e a Confindustria, che dovrà gestire la procedura: dal 30 settembre, per un periodo presumibile di 13 settimane, una media settimanale di 1.200 dipendenti (tra impiegati e operai) dell’Ast di Terni saranno interessati al ricorso alla cassa integrazione ordinaria.

TUTTO SU AST

I dettagli della ‘cassa’

Nella lettera, con la quale si dà appunto mandato all’associazione degli industriali di interessarsi ai futuri eventuali sviluppi della vicenda, l’azienda giustifica l’ammortizzatore sociale con la «temporanea contrazione del mercato di riferimento che ha determinato il conseguente calo delle commesse di lavoro, registratosi ormai da qualche tempo e proveniente soprattutto da parte della committenza abituale, nonostante gli sforzi profusi per reperire nuove ed alternative occasioni di lavoro, tutt’ora in corso». Per questo Ast si trova nella condizione «di dover procedere ad una riduzione della propria attività produttiva». Quanto al personale da porre in sospensione, per la sua individuazione l’azienda «si atterrà a criteri oggettivi, derivanti dalle professionalità dei lavoratori coniugate alla quantità delle lavorazioni di volta in volta da eseguire».

L’altro fronte: sciopero all’Acciaieria

Una ripresa dell’attività dunque ‘traumatica’, dopo la pausa estiva, in viale Brin, dove le fibrillazioni si sviluppano anche su altri fronti: sempre mercoledì le rsu hanno indetto 4 ore di sciopero per la settantina lavoratori dell’impianto di colaggio Cco3 di Acc, a seguito della decisione dell’azienda di ridurre un’unità lavorativa a turno nell’area, motivandola con un investimento che, dal suo punto di vista, ha comportato «sostanziali miglioramenti organizzativi».

La decisione

La volontà di ridurre il personale era stata annunciata per la prima volta dalla direzione aziendale circa un anno fa, ma Ast aveva ritenuto opportuno non procedere di fronte alle rimostranze dei lavoratori e dei loro rappresentanti, che avevano evidenziato difficoltà e rischi per la sicurezza. «In modo del tutto scorretto, senza discuterne con la rsu – scrive quest’ultima in una nota – venendo meno all’importanza e al valore delle relazioni sindacali, nei giorni scorsi l’azienda ha trasferito in altre aree due delle quattro unità lavorative individuate».

La richiesta

Durante una riunione sul tema che si è svolta mercoledì, sempre secondo la rsu, «dopo un’ampia discussione i responsabili aziendali non sono stati in grado di rispondere compiutamente e in maniera convincente alle ragioni contrarie da noi supportate, ragioni che dal nostro punto di vista sono tali da non poter giustificare la riduzione di personale in quell’impianto». Per questo i delegati di fabbrica invitano i lavoratori a non concedere più disponibilità a ore di straordinario, oltre a quelle previste dal Ccnl di riferimento. Quanto allo sciopero di quattro ore, questo si terrà lunedì 9 settembre a fine turno per tutti i tre turni, mentre il giorno successivo ad incrociare le braccia sarà la quarta squadra, sempre a fine turno.

 

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