Arrivano le prime risorse statali per sostenere la decarbonizzazione del polo siderurgico di Terni. La commissione bilancio del Senato – come riferisce ‘Il Corriere dell’Umbria‘ in un articolo di Antonella Lunetti – ha infatti approvato un emendamento alla Legge di bilancio che prevede uno stanziamento di 35 milioni di euro l’anno dal 2026 al 2028, per un totale di 105 milioni di euro, destinati ai processi di transizione ambientale del settore siderurgico.
Dal ministero delle Imprese e del Made in Italy è arrivata una dichiarazione di «piena soddisfazione» per l’approvazione della misura, considerata «un tassello fondamentale per il rilancio del polo siderurgico di Terni». Lo stanziamento dà seguito agli impegni assunti lo scorso giugno dal ministro Adolfo Urso con la firma dell’Accordo di programma per Acciai Speciali Terni.
Rispetto alle ipotesi iniziali, che prevedevano uno stanziamento di 70 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta, la misura cambia impostazione: le risorse saranno erogate come contributo a fondo perduto, con una distribuzione su tre anni. Una scelta che punta a rendere più certo e immediato il sostegno agli investimenti legati alla decarbonizzazione dello stabilimento ternano.
Il finanziamento si inserisce nel più ampio piano industriale presentato da Arvedi Ast, che prevede investimenti per 557 milioni di euro entro il 2028, destinati a rafforzare la competitività del sito di Terni e a ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi. Il piano prevede inoltre una seconda fase di interventi, legata all’andamento del mercato, con ulteriori investimenti potenziali per 573 milioni di euro.
Per il Mimit, l’approvazione dell’emendamento rappresenta un passaggio coerente con la strategia di politica industriale per il comparto siderurgico nazionale e conferma il ruolo centrale del sito di Terni nel percorso di transizione tecnologica ed energetica.






