Nella serata di Attilio Solinas, medico perugino e consigliere regionale dell’Umbria, sono racchiusi tutti i sentimenti che si sono vissuti ieri. La paura per l’attentato, la psicosi per un pericolo imminente, la sensazione di essere costantemente sotto attacco.

La partita Solinas è a Londra da qualche giorno per incontrare dei colleghi. Ieri sera decide di seguire la partita della Juventus in un pub, poco distante da London Bridge, dove tre terroristi hanno investito dei pedoni con pulmino e poi hanno accoltellato dei passanti. La capitale è ben sorvegliata, ma le persone giustamente continuano la loro vita. Nel pub «Camel & Artichoke» ci sono numerosi avventori. La partita sta per finire. Ad un certo punto entra trafelato un ragazzo dai tratti mediorientali, con uno zaino sulle spalle, che chiede la chiave del bagno.

La psicosi E qui scatta la prima parte dei sentimenti, quelli che attengono alla costante paura, forse esagerata forse reale, di ritrovarsi in un attentato, paura che abbiamo visto anche a Torino dove un petardo ha fatto scattare una ressa che ha portato a oltre mille feriti. Il barista nota la stranezza e, senza allarmare i clienti, chiama la polizia. «Mi ha colpito l’estremo self control – dice a umbriaOn Attilio Solinas – il barista non ha generato panico, tanto che i clienti sono rimasti tutti al loro posto, ma ha fatto quello che era giusto fare».

L’attentato Il ragazzo è scappato dalla finestra del bagno: «Non so se fosse in qualche modo collegato a ciò che stava accadendo – racconta Solinas – ma l’episodio mi ha allarmato e istintivamente sono uscito dal locale». Poco dopo le notizie dell’attentato, le persone che scappano con le mani alzate, le sirene delle ambulanze, la polizia che delimita il tratto. Tutti i segnali tipici di un attentato che si vedono in tv, ma che a trovarcisi in mezzo fa ancora più impressione.
Zona frequentata «Fa impressione pensare a ciò che è successo e ciò che sarebbe potuto accadere – dice ancora Solinas – la zona è molto frequentata, c’è anche il grattacielo di Renzo Piano. Londra è sotto controllo, le persone vivono tranquillamente. Ma i sentimenti di paura ci sono. Infatti appena abbiamo sentito le sirene tutti abbiamo pensato alla stessa cosa. Mi sono avvicinato alla zona, ma ovviamente non sono entrato perché era tutto presidiato dalle forze dell’ordine che, devo ammetterlo, hanno fatto un lavoro eccezionale»
Self control Questa un’altra sensazione di Solinas: «C’era la percezione che la polizia avesse la situazione sotto controllo e questo è molto rassicurante. Hanno bloccato e ucciso gli attentatori prima che potessero fare altri guai. Gli stessi inglesi conservano un aplomb invidiabile, come se in qualche modo fossero abituati all’idea che una cosa del genere possa succedere e sanno anche come comportarsi, come ha fatto il barista. Certo, c’è l’amara considerazione che ormai questi assembramenti di persone diventano molto vulnerabili, come abbiamo visto anche a Torino. E dobbiamo metterlo in conto.






