di Giovanni Cardarello
C’e anche la firma della sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, sul documento di solidarieta promosso da 35 primi cittadini delle principali citta italiane a sostegno del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, finito al centro di un duro scontro politico all’indomani dei recenti disordini nel capoluogo emiliano.
Con la sua adesione, Ferdinandi si schiera insieme ai sindaci di grandi citta – tra cui Roberto Gualtieri (Roma), Beppe Sala (Milano), Sara Funaro (Firenze), Vito Leccese (Bari) e Silvia Salis (Genova) – per respingere quello che nel documento viene definito «un vergognoso e indegno sciacallaggio politico».
La nota dei 35 primi cittadini
Nel documento i sindaci respingono le accuse rivolte a Lepore, indicato polemicamente da alcuni settori politici come «responsabile politico» o persino «mandante morale» delle tensioni esplose in citta. Nell’appello, sottoscritto anche da Ferdinandi, i firmatari scrivono:
«Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, si e assunto la responsabilita istituzionale di stare accanto alla famiglia di Abderrahim Fakir, di dare voce alla richiesta di verita e di contribuire a ricondurre il dolore e la tensione della comunita dentro un percorso democratico e rispettoso dello Stato di diritto. Il presidio di piazza Nettuno ha raccolto migliaia di persone in modo pacifico. Attribuire al sindaco la responsabilita delle violenze, oltre che sbagliato, significa alimentare una contrapposizione istituzionale che rende ancora piu difficile affrontare una vicenda tanto grave».
Nel documento i firmatari distinguono la manifestazione pacifica dalle violenze avvenute successivamente e sostengono che il presidio di piazza Nettuno, al quale hanno partecipato migliaia di persone insieme ai familiari di Fakir, tra cui la nipote Yossra, abbia rappresentato un momento di partecipazione democratica.
L’inchiesta giudiziaria e il legale della famiglia Fakir
Parallelamente al dibattito politico prosegue l’inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir, il quarantaduenne deceduto nel quartiere Pilastro dopo essere stato immobilizzato a terra. La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, iscrivendo a modello 45-bis – il nuovo strumento procedurale che consente di svolgere accertamenti senza l’automatica iscrizione di persone nel registro degli indagati in presenza di possibili cause di giustificazione – due agenti di polizia e quattro operatori del 118.
Ad assistere la famiglia Fakir e l’avvocato Fabio Anselmo, che in passato ha seguito anche i casi di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Riccardo Magherini e Giuseppe Uva.
Richiamando proprio la vicenda Magherini, Anselmo ha sollecitato indagini rigorose e l’acquisizione integrale delle immagini delle body cam: «La tutela della vita non viene sospesa nel momento in cui interviene la polizia. Servono accertamenti trasparenti per chiarire perche un uomo sia morto mentre veniva tenuto a terra in una posizione apparentemente critica per la respirazione».






