di Enrico Melasecche
capogruppo Lega Umbria
La presidente Proietti continua a prendere in giro i cittadini ternani. Da mesi, fra un taglio del nastro e l’altro, opere che aveva fino a un anno fa demonizzato e delle quali oggi cerca di intestarsi l’incredibile paternità, promette decisioni imminenti, rinvia gli annunci, moltiplica gli studi e le dichiarazioni che, quanto a numero, stanno superando quelle di Bandecchi in una corsa sfrenata al dire per dire ma, ancora oggi, dopo quasi due anni di governo regionale non scrive con chiarezza la cosa fondamentale: quando realizzerà il nuovo ospedale a Terni, conseguenza strettissima del come, del dove e dei costi impossibili della procedura tradizionale imposta ideologicamente dal campo largo.
Il coniglio dovrebbe uscire dal cilindro il 31 luglio, fra pochi giorni, con la presentazione del Docfap, Documento di fattibilità delle alternative progettuali, prima fase del Pfte, Progetto di fattibilità tecnico economica, entrambi previsti per legge, il primo dei quali non è altro che l’evoluzione di dettaglio di quello che come giunta di centrodestra avevamo già fatto elaborare e presentato, predisposto l’attuale dallo stesso gruppo di tecnici regionali cui avevamo commissionato il nostro, che quindi non potrà essere smentito ma semplicemente confermato. Siamo ancora alla fase pre embrionale del progetto e da questi ritmi incertissimi possiamo immaginare il lunghissimo processo che seguirà, condito da dichiarazioni, da promesse con la solita tecnica utilizzata a piene mani, quella di incolpare il governo di non farci vincere al lotto per aprire un cantiere che costerebbe circa il doppio del project financing mai voluto riesaminare, cantiere che, date le premesse, non vedremo mai. Nel frattempo le sirene di qualche benpensante di vario colore politico cominciano a suggerire soluzioni di comodo: marcia indietro per l’ospedale di Narni-Amelia che De Rebotti sta vergognosamente caldellando a bagnomaria, declassificazione dell’ospedale di Terni da alta specialità da 600 a 450 posti letto, un ospedaletto intermedio oppure l’altra soluzione che viene sempre da ambienti di sinistra, come quello di doverci accontentare di una soluzione arrangiata mista che il nostro Docfap bocciava come costosa e lentissima. L’incarico allo studio di Reggio Emilia, irrituale, lo dicemmo subito, è stata una inutile perdita di un anno e di danaro pubblico perché i tecnici regionali avrebbero ben potuto includere quelle semplici considerazioni, peraltro alcune fuorvianti per non dire altro, nel documento che si sta per disvelare.
La verità è sotto gli occhi di tutti. La presidente evita perfino un confronto con il Comune di Terni come avvio dell’accordo di programma, doveroso, venendo meno al suo dovere prima ancora morale rispetto a quello politico ma grida che il gioco è suo e nessuno deve partecipare. La verità, su questo Bandecchi ha centrato l’analisi, è che non ha una sola idea in testa, vaga di palo in frasca, ha solo una conclusione politica ben chiara e se la canterà e suonerà da qui alla fine della legislatura, la stessa che, a causa della propria inaffidabilità e della incapacità manageriale del suo assessore, sta utilizzando per ogni piccolo o grande problema sulle infrastrutture e trasporti: ‘piove governo ladro’. Questa la sintesi di quello che vedremo nei prossimi mesi ed anni, il solito scaricabarile su Giorgia Meloni di chi non sa costruire un bel nulla, se non una montagna di parole inutili e ripetitive perché i numeri non mentono e quando li leggeremo ci renderemo tutti conto della verità che De Rebotti ha continuato in modo ridicolo a nascondere, negando la risposta alla mia interrogazione in consiglio regionale. Dovrebbe solo arrossire. Ha nascosto impudicamente il confronto scientifico dei costi fra le varie soluzioni che attesta in modo inequivocabile che quello del nuovo ospedale, di anno in anno cresce ed è, con il metodo del project in proporzione notevolmente più basso rispetto alla eternità di quello tradizionale che, anche per questo, non si farà mai. Non solo, mentre trascorrono i mesi il tesoretto di 128 milioni che costituiva 1/3 del costo dell’ospedale in project viene bruciato in operazioni di maquillage o comunque rinviabili come lo sono state per decenni, 1/3 lo avrebbe messo il Governo, 1/3 l’associazione di imprese. Così si sta tagliando qualsiasi ponte verso l’obiettivo che tutti i ternani chiedono a gran voce. Ridicola soltanto l’altra trovata, che viene da ambienti vari e che poggia su un ircocervo, quella della proprietà mista del panettone tagliato a fette, mescolando la cessione della proprietà parziale dell’area all’Inail, che ne realizza una fetta con i suoi 280 milioni perché non regala di certo a Terni, realizzando poi le altre fette con il tesoretto che non c’è più, oltre alla stangata fiscale già impegnata per i prossimi decenni.
Nel frattempo però i ternani pagano un prezzo altissimo. Assistono al progressivo impoverimento reale dei servizi sanitari del territorio con una casa di comunità inaugurata ma inefficace; hanno con una fiaccolata di popolo impedito che la propria ASL finisse come il ratto delle sabine, subiscono l’aumento delle tasse regionali che, sommate a quelle comunali già al massimo per il dissesto del 2017 del Comune, fanno di Terni il luogo più inospitale d’Italia per attrarre investimenti. Quindi, accoltellato il progetto stadio/clinica, fatta fallire la Ternana, continuano a sentirsi ripetere cacofonicamente con sorrisi di pura circostanza che il nuovo ospedale è una priorità suscitando proteste colorite quanto risentite. Sarà l’ennesimo comodo tema per avvelenare il confronto delle prossime politiche contro il governo Meloni. La presidente Proietti non è in grado di parlare un linguaggio di verità su questo progetto ma ormai i nodi stanno venendo tutti al pettine, come quelli del Piano sanitario che ad ogni mese che passa si allontana dalla vista degli umbri. È di tutta evidenza la gerarchia delle priorità, a cominciare dal suo ego che provoca forte dissenso all’interno della struttura regionale quando l’arroganza del potere supera il rispetto per le persone che se ne stanno andando o stanno riducendo il proprio iniziale impegno. Ammetta la propria inadeguatezza, rinunci alla delega alla Sanità e la smetta di prendere in giro i ternani. La sua Giunta non è stata capace di dare concretezza alle prese in giro elettorali, alimentando lei stessa il tracollo definitivo della sinistra a Terni e facendo lei la campagna elettorale per Bandecchi. Dopo averlo votato, oggi lo rafforza anche. Complimenti.
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