di Giovanni Cardarello
Una presa di posizione netta, destinata a far discutere ma che punta a rimettere al centro i valori dello sport giovanile. La Basket Academy Valdiceppo ha deciso di adottare provvedimenti disciplinari severi dopo gli episodi avvenuti sabato scorso durante un match del campionato Under 17 Eccellenza tra la formazione di casa e lo Jesi Academy.
Il fatto: invasione di campo e proteste
Secondo quanto riportato da ‘Il Corriere dell’Umbria‘, a far traboccare un vaso già colmo è stata «la reazione di un genitore a seguito di un contatto di gioco». Preoccupato per un possibile infortunio del figlio, l’uomo si è precipitato dagli spalti direttamente sul parquet per protestare platealmente contro gli arbitri. Una scena che ha portato a pesanti sanzioni da parte del giudice sportivo: una gara a porte chiuse per la Valdiceppo (da scontare nel prossimo match casalingo) e diverse ammende pecuniarie per offese collettive e minacce agli arbitri.
La decisione del club: sospeso l’atleta
Ma la vera notizia, come spiega la nota del club, è la risposta interna della società guidata dal presidente Antonio Bartoccini. Attraverso un comunicato ufficiale durissimo, il club ha annunciato «l’applicazione di un provvedimento simbolico ma pesantissimo: la sospensione per una giornata del giovane atleta il cui genitore si è reso protagonista della protesta. Sappiamo che il ragazzo non c’entra nulla e ci dispiace agire in questo modo – si legge nella nota del club – ma quanto accaduto rappresenta una sconfitta per tutto il nostro movimento. Abbiamo il dovere di intervenire con decisione perché certi comportamenti compromettono il percorso educativo dei ragazzi».
Tolleranza zero: il nuovo codice etico
La società di Perugia ha deciso di non limitarsi a un provvedimento isolato, ma di istituzionalizzare una linea di condotta rigidissima attraverso un nuovo codice etico che non ammette deroghe. Il principio cardine, spiegano nella nota, è la responsabilità condivisa: la condotta di un genitore d’ora in avanti ricadrà direttamente sul percorso sportivo del figlio. È prevista infatti la sospensione immediata dell’atleta qualora i familiari vìolino il divieto di accesso al campo o si rendano protagonisti di proteste fuori misura. Il pugno duro colpisce anche il comportamento sul parquet: ogni fallo tecnico ricevuto per proteste comporterà automaticamente un turno di stop, mentre la recidiva porterà all’esclusione definitiva per l’intera stagione.
Infine, per dare un segnale tangibile anche sul piano economico, il club ha stabilito che le sanzioni pecuniarie inflitte dalla federazione per comportamenti antisportivi saranno riaddebitate direttamente ai tesserati responsabili. Una scelta coraggiosa che mira a riportare l’attenzione esclusivamente sul campo, ribadendo che il rispetto per gli ufficiali di gara e per l’avversario è una condizione imprescindibile per vestire la maglia della Valdiceppo.
Un segnale per tutto il movimento
La società ha ribadito che il rispetto delle regole non è negoziabile. Una scelta «chiara e responsabile», seppur dolorosa, per tutelare tutte quelle famiglie che frequentano il palazzetto con spirito costruttivo. Il messaggio lanciato dalla Valdiceppo è un monito che travalica i confini del basket umbro: lo sport giovanile deve rimanere un gioco e un momento di crescita, libero dalle esasperazioni del tifo adulto. Domenica, nel match casalingo contro Senigallia, si giocherà nel silenzio delle porte chiuse: un silenzio che la società spera possa servire da riflessione per tutti.






