di Giovanni Cardarello
Adesso c’è anche il timbro dell’ufficialità: Riccardo Gaucci non farà parte del futuro del Perugia calcio. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi su un possibile ruolo operativo o su un coinvolgimento nella ricerca di sponsorizzazioni per conto del club guidato da Faroni, è lo stesso dirigente a fare chiarezza con un messaggio definitivo e doloroso, affidato ai propri canali social. Un vero e proprio ‘passo indietro’ che certifica la distanza ormai incolmabile tra i piani della proprietà e i progetti che il figlio di ‘Big Luciano’ aveva in mente per il rilancio del Grifo.
Nel suo messaggio, Riccardo Gaucci ha voluto innanzitutto esprimere gratitudine per l’annata appena conclusa, prima di spiegare le motivazioni profonde che lo hanno spinto alla rottura: «Vorrei ringraziare il Perugia calcio per avermi dato, nella passata stagione, la possibilità di rimettermi in gioco nel calcio professionistico italiano. Inoltre vorrei dire grazie ai tifosi del Perugia per non aver mai fatto mancare il loro supporto e il loro amore».
Subito dopo però, il dirigente entra nel merito della scelta, sgomberando il campo da qualsiasi voce legata a pretese economiche o impegni paralleli: «Alcuni colloqui recenti con il direttore generale del Perugia Borras e l’attuale situazione generale mi hanno portato alla decisione, davvero sofferta, di fare un passo indietro. Non per motivi legati alla famiglia, all’Assisi calcio oppure a questioni contrattuali personali, ma perché mi sono reso conto che la mia visione del futuro della società non coincide con le prospettive ad oggi in essere». Una dichiarazione netta che fotografa una divergenza strategica totale sui programmi a lungo termine e sulle ambizioni della squadra, sebbene Gaucci abbia concluso ribadendo il suo legame viscerale con la piazza: «Rimane fermo il mio amore incondizionato per Perugia e il Perugia».
Le parole di Gaucci non fanno che aumentare le nubi intorno alla gestione societaria. La menzione ai recenti colloqui con il dg Borras e alla complessa situazione generale conferma le difficoltà strutturali in cui versa il club in questa delicata sessione estiva del calciomercato, segnata dal pesante e drastico ridimensionamento dei budget e dalle recenti cessioni eccellenti di pezzi pregiati come Bacchin e Montevago ma per cifre ampiamente al di sotto di quanto immaginato nei giorni scorsi.
Senza l’esperienza e il collante rappresentato da una figura come Riccardo Gaucci, e con una tifoseria che risponde in massa alla campagna abbonamenti ma che da più parti solleva campanelli di allarme, la palla passa ora interamente alla presidenza Faroni. Resta da capire quali siano effettivamente queste prospettive ad oggi in essere per il Perugia e se sul tavolo rimangano concrete le opzioni di cessione societaria a gruppi esterni, mentre i giorni passano, il raduno per la nuova stagione è ormai alle porte e la scadenza federale del 7 agosto viaggia a passo di carica.






