Danyil, due anni e mezzo, ha superato anche l’ultimo controllo e ora è tornato a casa con la certezza che il suo sviluppo fisico e mentale sarà regolare. Per questa nuova vita deve dire grazie alla tenacia di nonna Svitlana, da dieci anni a Perugia come badante, e ai medici del Santa Maria della Misericordia. «Quando i sanitari dell’Ucraina, dove vive mia figlia, hanno diagnosticato a Danyil una malformazione congenita all’intestino – racconta Svitlana – non ho perso un attimo di tempo. Da un’amica ho saputo che a Perugia c’era un bravo chirurgo pediatrico e mi sono messa subito in contatto con lui».
Il percorso a Perugia
«La nonna venne a mostrarmi la documentazione medica nel 2018 – ricorda il dottor Marco Prestipino, responsabile della struttura complessa di chirurgia pediatrica – e concordammo l’arrivo in Italia del bambino a marzo. Da allora Danyil è stato valutato e preparato in questi mesi, anche con un’adeguata alimentazione, per eseguire l’intervento chirurgico per risolvere una ‘assenza congenita di innervazione del colon terminale’, patologia che si verifica ogni 5 mila nati». La struttura di chirurgia pediatrica ha alzato negli ultimi anni il livello di complessità degli interventi e solo nel 2019 ha eseguito quattro interventi analoghi e tre ne ha programmati per i prossimi mesi.
«Grazie di cuore»
Operato il 3 luglio dall’equipe chirurgica che, oltre a Prestipino, comprende anche la dottoressa Elisa Magrini e il dottor Bernardino Melissa, con anestesista dottoressa Simonetta Tesoro, Danyil è tornato a nuova vita e dopo poco più di un mese – riferisce l’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera di Perugia – è cresciuto di peso e di altezza in maniera assolutamente incoraggiante. L’intervento chirurgico e la relativa degenza fanno parte di un progetto umanitario sostenuto dalla Regione Umbria e mamma Tetyana, che nei mesi di permanenza a Perugia ha imparato anche un po’ di lingua italiana, ora vuole esprime la sua gratitudine. «Abbiamo incontrato sulla nostra strada tante persone di grande umanità che ci hanno incoraggiato. Non è stato facile, perché i medici di Ivano-Frankivsk Oblast (Ucraina), la nostra città, non erano riusciti a risolvere il problema di mio figlio ed eravamo scoraggiati. La riconoscenza della mia famiglia è per sempre e Danyil quando sarà grande, tornerà a Perugia per rinnovare il grazie al dottor Prestipino e a tutto il personale dell’ospedale».






