All’ospedale ‘Santa Maria della Stella’ di Orvieto è stato eseguito il primo impianto in Umbria di un neuromodulatore sacrale per il trattamento dell’incontinenza fecale: a renderlo noto è la Usl Umbria 2. L’intervento è stato effettuato dalla struttura semplice dipartimentale di chirurgia multidisciplinare ed è destinato ai pazienti nei quali i trattamenti conservativi non hanno prodotto risultati soddisfacenti. L’azienda sanitaria sottolinea come il risultato rappresenti il punto di arrivo di un percorso di formazione e sviluppo professionale avviato negli ultimi due anni dall’équipe diretta dal dottor Andreino Tassi, con il contributo dei dottori Alessandro Massara e Walter Bugiantella, per introdurre una metodica innovativa già consolidata in altri centri italiani.
Secondo quanto riferito dalla Usl Umbria 2, la paziente è stata inizialmente sottoposta alla fase di test prevista dal protocollo clinico, che ha confermato l’efficacia della neuromodulazione. Successivamente è stato impiantato il dispositivo definitivo che, attraverso la stimolazione dei nervi sacrali, permette di migliorare il controllo della continenza e, di conseguenza, la qualità della vita dei pazienti selezionati. «Si tratta di una patologia che ancora oggi molte persone vivono con disagio e riservatezza», spiega il dottor Andreino Tassi, evidenziando come si tratti di «una condizione che può compromettere profondamente la qualità della vita e che spesso non viene riferita ai professionisti sanitari». Per il responsabile della chirurgia multidisciplinare, «disporre di questa opportunità terapeutica significa poter offrire anche ai cittadini umbri un percorso assistenziale altamente specialistico all’interno della nostra regione».
La neuromodulazione sacrale, ricorda inoltre la Usl Umbria 2, trova indicazione anche nel trattamento, in casi selezionati, di altre patologie funzionali del pavimento pelvico, tra cui alcune forme di incontinenza urinaria, il dolore pelvico cronico e la cistite interstiziale. L’azienda sanitaria evidenzia inoltre che «l’introduzione di nuove competenze specialistiche» rappresenta uno degli strumenti con cui intende «rafforzare la capacità di risposta della propria rete ospedaliera», valorizzando la formazione dei professionisti e lo sviluppo di attività ad elevato contenuto specialistico nei diversi presìdi aziendali. Il risultato, infine, è stato possibile grazie a un percorso multidisciplinare che ha coinvolto numerose professionalità. Il dottor Tassi ha rivolto un ringraziamento alla direzione aziendale della Usl2 per aver sostenuto il progetto e consentito l’acquisizione del dispositivo, alla direzione del presidio ospedaliero, agli anestesisti coordinati dal dottor Tommaso Ciacca, alla farmacia con la dottoressa Luciana Negroni e al personale infermieristico coordinato da Rachele Romanelli, che ha seguito la paziente durante l’intero percorso assistenziale.







