di Giovanni Cardarello
Battendo per 3-1 il Brasile nella finale di Lodz, la nazionale italiana femminile di pallavolo si è aggiudicata la Volleyball Nations League per la terza volta in quattro anni, dopo Ankara 2022, Bangkok 2024 e – appunto – nel 2025. Una vera e propria età dell’oro del volley in rosa segnata, in positivo, dalla vittoria alle Olimpiadi di Parigi 2024 e dai successi internazionali di Conegliano, Scandicci e Novara. Un lavoro frutto da un lato dalla nascita di una ‘generazione di fenomeni’ al femminile, di una federazione molto attenta allo sviluppo del gioco sin dalle scuole e dall’aver messo alla guida delle azzurre il guru assoluto della pallavolo mondiale e, per certi versi, di tutto lo sport nazionale: Julio Velasco.
Fattori a cui va aggiunto un campionato, la serie A1 di volley femminile, di livello assoluto. Un campionato che, però, in questa fase rischia di essere macchiato dal ‘caso Asja Cogliandro’ – giocatrice di volley di serie A1 in forza alla Black Angels Perugia -, scoppiato con un post comparso su Instagram la mattina di lunedì 28 luglio.
I fatti li descrive la stessa Cogliando al quotidiano La Stampa. «Sono stati lapidari – dice Cogliandro – volevano proprio che mi levassi di mezzo». Sei mesi dopo la firma del rinnovo con le Black Angels Perugia tornate in serie A1, ad inizio 2025 l’atleta 29enne originaria di Busto Arsizio (Varese) – di ruolo centrale – scopre con gioia di essere incinta e continua ad allenarsi. Fino a che il suo club, di fatto, non la ‘butta fuori’. «Il 21 gennaio mi alleno e ho paura, le compagne sono spaventate. Decido di dirlo, il giorno dopo lo comunico al direttore sportivo che, contentissimo, mi abbraccia. Ma in un attimo – racconta Cogliandro – lo scenario cambia, e le pressioni arrivano immediatamente. La società mi dice di lasciare casa e di restituire anche le mensilità già pagate. Diventano assertivi: ‘devi andare via’».

La pallavolista racconta di aver cercato una mediazione, una sospensione del contratto con altri incarichi amministrativi. «Tra la loro offerta e il dovuto fino a scadenza contratto ballano 12 mila euro, una cifra stupida: ma io ho subito una violenza psicologica», aggiunge al quotidiano. Cogliandro sa che il suo non è il primo caso. «Siamo co.co.co, non professioniste. Qualcosa è stato modificato ma dovrebbero esserci più tutele. Se continuiamo ad accettare compromessi, non sarò l’ultima. Ed è ora di dire basta».
Immediata la presa di posizione del presidente della Lega Volley Femminile, Mauro Fabris: «La maternità è sempre stata benvenuta e tutelata in serie A. Non doveva succedere, ora verificheremo il perché sia accaduto». «La Lega – prosegue – prende atto con rammarico della situazione che si è creata tra la società Black Angels Perugia e l’atleta Asja Cogliandro, una situazione che poteva e doveva essere evitata con sensibilità e buonsenso. La maternità è un diritto, una cosa bellissima, e la Lega si è sempre battuta per la tutela della vita, impegnandosi in maniera continuativa con campagne di sensibilizzazione non solo su questo tema ma su tutto ciò che riguarda la salvaguardia delle nostre atlete e di tutte le donne per l’inclusività e contro il disagio sociale. Questa vicenda perciò ci colpisce e ci rattrista ancora di più».
«Una situazione – osserva ancora la Lega Volley Femminile per voce del suo presidente – che ora verificheremo per quanto di nostra competenza, considerato che in sede di iscrizione al campionato 2025/2026 il contenzioso tra Perugia e l’atleta ci era stato segnalato come in corso di risoluzione consensuale. In ogni caso, troveremo il modo perché Asja, con cui ci siamo già sentiti questa mattina, come tutte le atlete che hanno vissuto la gioia bellissima di diventare mamme durante la partecipazione alla nostra serie A, possa vivere con serenità questo suo bellissimo momento di vita privata. Ricordiamo ancora con emozione tutte le atlete che in questi anni sono diventate madri e hanno continuato a giocare nel nostro campionato, come la Conegliano dello Scudetto 2015/2016 con ben cinque mamme in rosa».
«Ci sia consentito però evidenziare come alcuni giudizi espressi – conclude Mauro Fabris – comprensibili nel momento particolare che sta vivendo la giocatrice, siano ingiusti nei confronti di una realtà come la serie A che è diventata esempio di trasparenza, fairplay amministrativo, tutela delle atlete dentro e fuori dai campi di gioco. Per tutte valga la battaglia che da anni stiamo facendo per modificare i calendari internazionali e consentire i corretti tempi di recupero a tutela dell’integrità fisica e personale. Uno sport che Asja ha dichiarato di amare fin da bambina e che solo grazie all’impegno economico e organizzativo dei privati, società e sponsor, lei ha potuto praticare. La serie A non ha contributi pubblici e da anni attendiamo il potenziamento del fondo maternità statale e norme come il credito di imposta sulle sponsorizzazioni sportive a sostegno di quella che è un’eccellenza italiana riconosciuta a livello mondiale a suon di medaglie e titoli vinti dai nostri club».
Non meno nette le parole del presidente della Federazione Italiana Pallavolo, Giuseppe Manfredi. «La maternità non può mai essere vista come una colpa, né tantomeno come un ostacolo alla carriera di una sportiva», scrive in una nota. «Ad Asja – prosegue – la mia piena solidarietà personale e quella di tutta la Federazione Italiana Pallavolo. Qualche anno fa abbiamo voluto dare un segnale concreto, istituendo ‘La maternità è di tutti’ – ricorda Manfredi -, fondo dedicato alle atlete che diventeranno madri, in maniera da accompagnarle e sostenerle in un momento così importante della loro vita. Dall’attivazione del fondo abbiamo già sostenuto molte atlete che ne hanno fatto richiesta». Manfredi ha poi concluso: «Posso garantire che la Fipav continuerà ad essere in prima linea su questo tema, oltre a vigilare affinché episodi di questo tipo non trovino spazio nel nostro movimento. Allo stesso tempo per correttezza, mi riservo di approfondire la vicenda con la società coinvolta, così da avere più elementi a disposizione». Da segnalare, infine, che nel roster della Black Angels Perugia – in attesa che anche la società si esprima sulla vicenda – la Cogliandro risulta ancora tra le giocatrici in rosa.
E nel pomeriggio di lunedì, la Black Angels Perugia ha diffuso una nota stampa in cui riepiloga la vicenda dal proprio punto di vista: «Con riferimento all’articolo pubblicato da ‘La Stampa’ – si legge – la società Black Angels Perugia Volley precisa che le dichiarazioni rilasciate dall’atleta Asja Cogliandro sono capziose, denigratorie e prive di fondamento. Nello specifico la società fa notare che la giocatrice ha comunicato in via informale il suo stato di gravidanza il giorno 20 gennaio 2025, senza produrre alcuna certificazione medica. Il presidente e il direttore sportivo hanno accolto la comunicazione, facendo giustamente interrompere qualsiasi forma di attività fisica dell’atleta, il tutto per garantire l’integrità della madre e del futuro nascituro e non diffondendo in alcun modo la notizia, proprio per tutelarne la privacy e l’aspetto psicologico».
«Nel mese di marzo – prosegue la nota – la società, a fronte di mancate comunicazioni ufficiali da parte dell’atleta, ha inviato una pec al suo procuratore, che solo allora ha fornito il certificato medico di accertata maternità. A fronte di questa situazione e in virtù di un’assenza normativa che disciplina la materia della gravidanza all’interno dei contratti sportivi, la società Black Angels Perugia Volley ha avviato con l’atleta e con il procuratore un colloquio per raggiungere un accordo nella gestione del suo contratto. La proposta della società è stata quella di riconoscere all’atleta l’80% degli emolumenti dovuti, con il restante importo integrato dal fondo di gravidanza previsto dall’Inps e dalla Fipav. Proposta che non ha trovato l’accoglimento dell’atleta, pertanto Cogliandro ad oggi ha percepito il 60% degli emolumenti in relazione all’attività effettivamente svolta sul piano sportivo, ovvero fino a gennaio 2025. All’atleta è stata peraltro data la piena disponibilità di continuare ad utilizzare l’alloggio e non vi è stata la benché minima pressione da parte della società. La scelta di lasciarlo è stata esclusivamente un’iniziativa dell’atleta e non vi è stata alcuna richiesta di rimborso degli affitti pagati dalla società, come invece afferma l’atleta».
«Così come la Società – prosegue la Black Angels Perugia Volley – non ha mai ricevuto dalla stessa Cogliandro proposte ufficiali relative allo svolgimento di attività o collaborazioni in altri settori della società, dalla gestione social o altre mansioni di ufficio. La società, altresì, respinge in maniera perentoria l’accusa di aver rivolto ad Asja Cogliandro qualsivoglia pressione di tipo psicologico, tanto da far venir meno la sua passione per la pallavolo. Si ricorda che Cogliandro non è stata affatto ‘licenziata’, in quanto il contratto che la legava alla società Black Angels Perugia Volley è scaduto naturalmente il 30 giugno 2025. L’atleta quindi, successivamente a tale data, è assolutamente libera di scegliere il proprio futuro sportivo. La documentazione contrattuale relativa ad Asja Cogliandro e tutti i colloqui formali avvenuti con il procuratore e il legale dell’atleta sono stati inviati alla Lega Volley Femminile quale materiale da fornire al fine della corretta iscrizione della società al campionato di serie A1. La Lega Volley Femminile, a fronte dell’avvenuta iscrizione, ha ritenuto tale documentazione idonea e corretta nell’operato».
«La società informa inoltre che sulla base della riforma dello sport in ambito lavorativo ha correttamente provveduto, tramite buste paga, al versamento dei contributi dedicati specificatamente alla gravidanza dell’atleta. La società, da molti anni attiva nel mondo della pallavolo femminile nella massima serie, con un comportamento sempre corretto e rispettoso nei confronti delle donne (il vero patrimonio della società), informa che farà tutto il necessario per tutelare la propria immagine, quella del presidente, del direttore sportivo e della società tutta, rispetto a dichiarazioni assolutamente prive di fondamento e ideate con il solo intento di ledere la reputazione della società Black Angels Perugia Volley. La società auspica tuttavia che questo episodio possa contribuire ad accendere i riflettori sulla necessità di introdurre una disciplina che regoli con maggiore chiarezza il percorso della maternità, a tutela sì delle società ma soprattutto delle stesse atlete. Sebbene in un contesto di dichiarazioni non corrispondenti al vero – conclude il comunicato stampa -, la società augura il meglio ad Asja Cogliandro sia da un punto di vista personale che per il suo futuro sportivo».






