Giovanni Cardarello
Una vera e propria doccia fredda scuote il calcio dilettantistico umbro al termine della stagione. Manuel Leone, giovane e talentuoso attaccante della Narnese ed ex giocatore dello Spoleto, è stato squalificato per un anno (12 mesi) dal Tribunale federale nazionale – Sezione disciplinare, a causa di una vicenda legata al mondo delle scommesse sportive. Al calciatore è stata inflitta anche un’ammenda pecuniaria pari a 8.334 euro.
I fatti e il patteggiamento
Come riporta ValleUmbraSport, il provvedimento è arrivato in seguito a un accordo tra le parti – Leone ha patteggiato con l’assistenza dell’avvocato Francesco Mattiangeli e in base all’articolo 127 del Codice di Giustizia Sportiva – dopo il deferimento della Procura federale. I fatti contestati risalgono al periodo in cui il classe 2005 militava nelle file della Lucchese, in Lega Pro. La Procura ha contestato a Leone la violazione degli articoli 4 (comma 1) e 24 (comma 1) del Codice di giustizia sportiva, che vietano tassativamente ai soggetti del settore professionistico di effettuare scommesse su competizioni calcistiche nazionali e internazionali.
Lo sfogo del calciatore: «Solo una grave leggerezza»
La notizia è stata resa nota dallo stesso attaccante attraverso un lungo e toccante post di chiarimento sul proprio profilo Instagram. Leone ha voluto precisare con fermezza la propria estraneità a scommesse dirette sul calcio, spiegando l’accaduto come un errore di gioventù: «Nel 2023, all’età di 18 anni, ho commesso una grave leggerezza consentendo a terzi l’utilizzo del mio conto gioco, senza valutarne pienamente le possibili conseguenze e non pensando minimamente che potesse effettuare scommesse dato che per legge nel professionismo è vietato. Si è trattato di un comportamento superficiale e ingenuo, del quale oggi mi assumo ogni responsabilità».
Il giovane giocatore ha poi ribadito: «Tengo tuttavia a precisare con assoluta fermezza di non aver mai effettuato scommesse sul calcio, né direttamente né indirettamente. Chi mi conosce, dentro e fuori dal campo, sa quali siano sempre stati i miei valori personali e professionali».
Il legame con la Narnese
Nonostante la scure della giustizia sportiva si sia abbattuta su di lui, Leone ha espresso profonda gratitudine verso l’ambiente rossoblù (con cui quest’anno ha conquistato la Coppa Italia Eccellenza Umbria – per lui doppietta in finale e titolo di MVP – e la salvezza in campionato), sottolineando come il campo sia stato il suo unico rifugio negli ultimi mesi di indagini: «Trovarsi a soli 20 anni coinvolto in una situazione di tale portata non è stato semplice, andare al campo e stare con i miei compagni era l’unica cosa che mi teneva vivo. Ringrazio la società, lo staff e tutta la Narnese che non hanno mai smesso di credere nella mia professionalità e nella mia persona». Per l’attaccante si prospettano ora dodici mesi lontano dai campi da gioco, con il chiaro obiettivo di scontare la sanzione e tornare a essere protagonista nel calcio regionale.






