Sono costati decisamente ‘cari’ i lavori sul viadotto Genna, lungo il raccordo Perugia-Bettolle, ad un ingegnere dell’Anas condannato a pagare dalla Corte dei Conti dell’Umbria un risarcimento di 110 mila euro per aver provocato, a causa di alcuni errori nell’esecuzione, il raddoppio dei tempi e delle spese del cantiere.
La ricostruzione e il processo
I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2015 e il 2019 e hanno interessato il tratto di strada tra Madonna Alta e Ferro di Cavallo, dove sono stati svolti dei lavori di rifacimento delle barriere laterali del viadotto. Già qualche mese dopo la fine del primo intervento si erano verificati dei distacchi della pavimentazione e di porzioni della soletta del viadotto, costringendo così l’Anas a provvedere ad una variante tecnica suppletiva che – è stato accertato – ha portato ad uno spreco di tempo e denaro. Anche sulla scorta di alcuni articoli di giornale che denunciavano i disagi per la circolazione, si è quindi mossa la magistratura contabile secondo la quale, al termine degli accertamenti affidati alla Guardia di finanza, l’ingegnere – direttore dei lavori e responsabile del procedimento – non avrebbe svolto correttamente la sua attività di controllo sul cantiere. Per questo nei suoi confronti era stata richiesta una condanna al pagamento di oltre 222 mila euro, pari al danno per le casse di Anas. Il professionista, avvalendosi anche di consulenti e perizie, ha respinto le proprie responsabilità ascrivendole alla ditta esecutrice dei lavori, tesi che però non ha convinto i giudici che lo hanno condannato a pagare una cifra pari alla metà di quanto richiesto dall’accusa.






