di Giovanni Cardarello
Un territorio sotto scacco, stretto nella morsa di cantieri stradali non coordinati e di un sistema ferroviario che accumula ritardi e disservizi quotidiani proprio nel picco della stagione turistica. La pazienza della Regione Umbria è esaurita. Per mettere un punto certo e definitivo si è tenuto lunedì 22 giugno, a palazzo Donini, un vertice d’urgenza convocato dalla presidente Stefania Proietti e dall’assessore alle infrastrutture Francesco De Rebotti, con i vertici di Anas, Rfi, Busitalia, Trenitalia e i rappresentanti delle due prefetture, di Perugia e Terni. L’obiettivo chiaro e netto, fermare l’isolamento della regione e pretendere una svolta immediata.
La ‘trappola’ E45 e l’odissea dei treni
Al centro del confronto, la pesante situazione della viabilità sulla E45 e le criticità dei collegamenti su ferro. Un mix esplosivo che sta esasperando i pendolari e danneggiando l’immagine dell’Umbria. La gestione dei cantieri è finita sotto accusa: la mancanza di coordinamento tra Anas e Rfi sta infatti pregiudicando i livelli di sicurezza e paralizzando i flussi in entrata e in uscita dal territorio, penalizzando pesantemente gli spostamenti. Un quadro già complesso, aggravato dal boom di turisti e dallo spostamento del traffico pesante dalle autostrade alla superstrada.
Quest’ultimo è un fenomeno accentuato dall’aumento dei pedaggi e dei costi del carburante, che spingono i tir a preferire il tracciato della E45. Parallelamente, la situazione della rete ferroviaria da e per Roma viene definita un calvario quotidiano, con guasti e ritardi che calpestano sistematicamente il diritto alla mobilità dei lavoratori e degli studenti pendolari.
I tavoli ignorati e l’attacco a Salvini
Dalla giunta regionale emerge una profonda amarezza per i tentativi di dialogo andati a vuoto nelle scorse settimane. Le raccomandazioni portate dalla presidente Proietti persino al tavolo nazionale del Giubileo si sono mostrate del tutto inascoltate. Stessa sorte per le richieste di un confronto interregionale avanzate al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini, i cui appelli sono stati finora completamente ignorati.
Le richieste della Regione e lo scontro politico
Per sbloccare lo stallo e dare respiro alla circolazione, la Regione Umbria ha messo sul tavolo dei gestori un pacchetto di richieste precise e non più rimandabili. La richiesta principale è quella di un coordinamento strutturato e permanente tra tutti gli enti coinvolti. Tra le soluzioni immediate proposte da Proietti e De Rebotti spiccano l’introduzione dei turni notturni per i cantieri, la definizione di tempi di lavorazione certi e più affidabili, e un netto innalzamento delle misure di sicurezza per ridurre l’impatto su chi viaggia.
Inoltre, la giunta guidata da Stefania Proietti ha espressamente chiesto di rinviare tutte quelle opere che non sono strettamente vincolate alle scadenze tassative del Pnrr. Su questi punti l’amministrazione regionale si aspetta risposte rapide ed efficaci, ma l’affondo finale assume i contorni di un durissimo scontro istituzionale. La persistente assenza di risposte da parte del ministero, definito sempre più sfuggente alle proprie responsabilità sia sul fronte ferroviario che su quello del sostegno finanziario alle grandi opere umbre, fa nascere un sospetto pesante tra le mura di palazzo Donini.
Secondo la presidente della Regione Umbria, questo silenzio sembra ormai confermare l’idea di un vero e proprio pregiudizio politico nei confronti del territorio. Un atteggiamento percepito come un lavoro ‘contro’ l’Umbria, piuttosto che un impegno a tutela dei cittadini; un muro istituzionale che la Regione ha già promesso di contrastare con ogni mezzo e con la massima determinazione.






