di Giovanni Cardarello
I nuovi dati economici diffusi da Svimez (Associazione per lo SViluppo dell’Industria nel MEZzogiorno) aprono un nuovo fronte caldo, perfino più dell’anticiclone, nel dibattito politico regionale, certificando una battuta d’arresto per l’economia dell’Umbria. Il rapporto evidenzia per il 2025 una contrazione del prodotto interno lordo umbro dello 0,2%. Un dato in netta controtendenza non solo rispetto alla crescita media nazionale (+0,5%), ma anche a quella delle regioni del centro Italia che fanno registrare un progresso dell’1%. L’arretramento posiziona l’Umbria al quintultimo posto della classifica nazionale, seguito nella circoscrizione centrale solo dalla Toscana che perde lo -0,6%. A pesare sulla dinamica umbra è soprattutto il comparto dei servizi, che offre un contributo negativo, bilanciando a fatica la tenuta di industria e costruzioni.
Melasecche (Lega): «Recessione in atto, colpa del fiscalismo»
I numeri hanno immediatamente innescato la reazione delle opposizioni. A intervenire con durezza è il capogruppo della Lega in assemblea legislativa, Enrico Melasecche, che parla apertamente di una «recessione in atto». Secondo l’esponente del Carroccio, i dati reali smentiscono la narrazione della maggioranza di centrosinistra e della presidente Stefania Proietti. «L’Umbria arretra mentre gli altri territori avanzano. È il risultato di un anno e mezzo di malgoverno caratterizzato da immobilismo, scelte ideologiche e totale assenza di una strategia per la crescita», attacca il consigliere regionale.
Nel mirino di Melasecche c’è in primis la politica fiscale della giunta: l’innalzamento dell’Irpef per famiglie e lavoratori e dell’Irap per le imprese avrebbe, a suo dire, trasmesso un segnale devastante al tessuto produttivo, scoraggiando gli investimenti e riducendo i consumi ben oltre le statistiche.
Lo stallo sulle infrastrutture e il blocco delle grandi opere
Accanto alla contestazione sulle tasse, l’affondo della Lega si concentra sul fronte degli investimenti infrastrutturali, denunciando un sostanziale immobilismo nel corso dell’ultimo anno. Secondo Melasecche, la giunta guidata da Stefania Proietti avrebbe ereditato dossier strategici e grandi opere avviati dalla giunta Tesei (di cui lo stesso politico ternano era parte decisiva) preferendo a suo dire di paralizzarli o rimetterli in discussione.
Il consigliere regionale della Lega cita come emblematico il caso del Nodo di Perugia, un’opera ritenuta fondamentale per il futuro e la mobilità del territorio, su cui l’attuale amministrazione continuerebbe a navigare nell’incertezza. Le critiche di Melasecche toccano anche il tema dell’alta velocità ferroviaria, dove le posizioni assunte dalla Giunta e i dubbi su progetti come la Medioetruria rischierebbero di penalizzare l’Umbria, favorendo indirettamente le regioni vicine, in particolare la Toscana. Infine, l’esponente del partito di Matteo Salvini stigmatizza la scelta di non procedere con il progetto del termovalorizzatore: una decisione che giudica dettata da puro pregiudizio ideologico e non accompagnata da soluzioni alternative che siano efficaci e credibili per il sistema umbro.
Uno scontro destinato a durare
La dura reprimenda della Lega tratteggia l’immagine di una regione priva di una chiara direzione economica, lamentando l’assenza di una visione industriale strutturata e di politiche capaci di attrarre capitali e creare occupazione. Le dichiarazioni di Melasecche inaugurano una stagione di forte scontro politico a palazzo Cesaroni, dove oltre al delicatissimo dossier del nuovo Piano socio-sanitario si aggiunge quello dell’andamento dell’economia e le prospettive di ripresa dell’Umbria. Prospettiva che resteranno, inevitabilmente, al centro della contesa tra maggioranza e opposizione nelle prossime settimane. Soprattutto se, come tutto fa pensare, le elezioni nazionali verranno anticipate all’aprile del 2027, lanciando già da luglio una lunga, lunghissima campagna elettorale.
FI Giovani: «Non ci rassegniamo al declino»
Alle parole di Melasecche si aggiungono quelle di Forza Italia Giovani – Umbria: «Siamo una regione in condizioni critiche: decrescita economica, consumi deboli, produttività insufficiente, difficoltà dell’export, una progressiva riduzione della base imprenditoriale e giovani che scappano. Non vogliamo essere condannati al declino. Noi di Forza Italia Giovani crediamo che l’Umbria abbia bisogno di una scossa, di una visione e di politiche che rimettano al centro chi crea lavoro, chi investe e chi produce valore. Continuare ad ignorare questi segnali – conclude la nota – significa perdere altro tempo prezioso per il futuro della nostra regione e condannare noi giovani umbri ad un futuro incerto e precario».






