Prosegue il pressing per l’adesione del Comune di Terni alla cosiddetta ‘rottamazione quinquies’ per debiti fiscali e non dei cittadini. Ora ad intervenire è Francesco Maria Ferranti di FI.
«Essendo tra i firmatari dell’atto di indirizzo con il quale sollecitavamo la giunta comunale ad aderire alla rottamazione quinques, torno oggi a ribadire l’irrinunciale esigenza di cogliere questa opportunità. Intanto il termine – sottolinea – di adesione è stato prorogato dal 30 giugno al 31 luglio, quindi vi sono ulteriori tempi per approfondire le modalità di adesione. Personalmente ho sempre perorato sia con l’assessore al bilancio, sia con i dirigenti competenti questa scelta ed oggi colgo positivamente lo sforzo che si sta compiendo per poter consentire a molti cittadini e imprese, di potersi mettere in regola con il fisco, con modalità agevolate per quanto attiene gli interessi e le sanzioni».
Ferranti ricorda che «questo Comune viene da un recente dissesto finanziario e quindi i conti debbono essere consolidati, ma è altrettanto vero che sono numerose le famiglie e le imprese che a Terni -come in Italia – debbono fare i conti con una pressione fiscale iniqua e vessatoria e che non hanno potuto pagare, senza che vi fosse una volontà di evadere in modo illecito. Questo è un approccio che deve riguardare anche la partita relativa ai mancati pagamenti dell’Imu da parte delle parrocchie e degli enti religiosi – che potevano essere esentati – producendo un apposita documentazione e che per una mera ingenuità non lo hanno fatto. Senza ovviamente alcun dolo. Inoltre credo convintamente – conclude – che questa scelta non solo permetterà a famiglie e imprese di mettersi in regola ma produrrà maggior gettito in tempi rapidi, anche per le casse dell‘ente. Consentendo di pagare ai morosi con lo sgravio di sanzioni e interessi ed a rate, porterà entrate sicure all‘erario pubblico».






