Un pomeriggio di confronto sulla situazione globale e il suo impatto sulle vite di ciascuno di noi. E’ stato organizzato, venerdì pomeriggio presso ‘Bloom’, da Azione Terni e dal suo segretario Michele Pennoni. Ospite il generale Vincenzo Camporini, già Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare e della Difesa, introdotto dal professor Raffaele Federici dell’università degli Studi di Perugia.
Dall’invasione russa dell’Ucraina – era il 24 febbraio del 2022 – il mondo non è stato più lo stesso. E il titolo dell’evento – ‘La caduta degli equilibri globali e l’impatto sulla nostra realtà quotidiana’ – ha ben descritto, sinteticamente come può fare un titolo, la situazione. Il generale Camporini ha sottolineato come il ‘peso’ e il ruolo del diritto internazionale, si sia indebolito. «Non sempre veniva rispettato – ha detto – ma era un faro per tutti, una regola, una linea». E le democrazie erano saldamento alla guida del globo, «tanto che la demilitarizzazione sembrava l’unico orizzonte possibile dopo la ‘guerra fredda’». E invece no.
«Oggi il diritto internazionale – ha spiegato il generale Camporini – è accantonato dalle autocrazie che, per contingenza storica e velocità di decidere e agire, hanno imposto un cambio di marcia e riportato al centro temi che pensavamo dimenticati». Oggi, infatti, la direzione è quella del riarmo. Lo stesso ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato che l’Italia, e vale per gli altri Pesi UE, avrebbe difficoltà a fronteggiare un ipotetico attacco, non solo da est ma anche da sud.
Il professor Federici ha illustrato i processi sociali e culturali che stanno cambiando, ogni giorno, il nostro modo di concepire la realtà: dalle guerre ‘ibride’ alle nuove tecnologie, dal ruolo dei privati – spesso più ‘pesanti’ degli Stati – ai cyber attacchi di cui proprio il giorno seguente l’incontro si è avuta una dimostrazione, con alcuni dei principali aeroporti civili europei in tilt. Senza dimenticare che l’87% delle aziende tedesche – è stato detto dal professor Federici – è stato colpito da attacchi hacker, furti di dati e di denaro, anche se le denunce – e vale in larga parte per gli istituti bancari – sono molte meno dei fatti realmente accaduti. Ciò perché c’è il timore, da parte di queste realtà, di subire un contraccolpo anche in termini di immagine, sicurezza e credibilità.
Tutti temi che non devono essere visti da lontano – come ha osservato il segretario di Azione Terni, Pennoni – ma che influiscono sulla vita quotidiana. I vosti di energia e materie prime, la dominuzione di export e scambi commerciali – «anche causati dai dazi imposti da Trump che la debolezza dell’Europa non è riuscita ad impedire», ha detto il segretario del partito di Calenda – ma anche i rapporti con la Cina. Elementi che configurano oggi l’Europa «come un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro, peraltro guidati da personali preoccupanti». Michele Pennoni ha ricordato anche il concetto espresso da Carlo Calenda, ovvero che ogni euro speso per la difesa è un passo in più che ci allontantana dalla guerra. «Perché – ha commentato il segretario ternano – la deterrenza funziona e uno Stato debole rappresenta un invito per le autocrazie. Anche per questo si susseguono le provocazioni per testare la tenuta politica della Nato e dell’Europa. La deterrenza ha un impatto anche sul lavoro locale che, con la manifattura umbra e il potenziale indotto, può trarre benefici anche in termini di evoluzione dei processi, tecnologie e qualità delle produzioni. Esiste paradossalmente una spirale positiva».
Infine una ‘stoccata’ alla Lega e ai partiti populisti: «Qui – ha detto Pennoni riferendosi alla presenza del generale Camporini – abbiamo un vero patriota che ha operato ed opera a tutela di cittadini, imprese, sicurezza dell’Italia. Molto diverso da esponenti della Lega (il riferimento è al generale Vannacci, ndR) che, anche sui droni russi in Polonia, ha espresso posizioni chiaramente filo-russe».






