di Giovanni Cardarello
Un grido d’allarme che si trasforma in una dura presa di posizione politica e istituzionale. È quanto emerge dalla nota diffusa della Regione Umbria venerdì, con la doppia firma della presidente Stefania Proietti e dell’assessore alle infrastrutture e trasporti Francesco De Rebotti, nella quale si punta il dito direttamente contro il Ministero guidato da Matteo Salvini.

Una nota nella quale viene denunciato un quadro ormai «insostenibile» per i collegamenti ferroviari della regione. Al centro della protesta dei due esponenti dell’esecutivo regionale c’è il calvario quotidiano di migliaia di pendolari che, per motivi di lavoro o di studio, si spostano in treno verso Roma e ritorno.
Una situazione che viene definita di «inaffidabilità completa» delle tracce ferroviarie, caratterizzata, come si evince dal quotidiano ‘bollettino di guerra’ delle pagine social dei pendolari umbri, «da ritardi cronici, spesso abnormi, e da una totale assenza di informazioni preventive agli utenti».
Un quadro precario che rischia di precipitare ulteriormente a stretto giro. Il prossimo 18 maggio, infatti, prenderà il via una fase di lavori legati al Pnrr sulla tratta Terni-Foligno che comporterà pesanti variazioni del servizio in Umbria e nelle Marche.
La critica feroce
«Si sta facendo carne da macello di un servizio essenziale per lavoratori, studenti e cittadini», attaccano duramente la presidente Proietti e l’assessore De Rebotti, sottolineando come il Governo stia di fatto abbandonando i territori e le aree interne. La critica si estende alla scelta dell’esecutivo nazionale di delegare l’intera questione alla gestione tecnica di RFI e Trenitalia, definita in modo netto «completamente insufficiente», e alle regole di un mercato in cui i player dell’alta velocità esercitano ormai un ruolo di padroni assoluti, penalizzando i treni regionali.

Secondo la Regione Umbria, nemmeno gli interventi in atto e l’introduzione dei treni a 200 km/h basteranno a risolvere le criticità e a garantire la certezza dei tempi di percorrenza. Sotto la lente c’è la recente delibera ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti) numero 49, che sembra restringere ulteriormente gli spazi per il trasporto pubblico locale su ferro.
Su questo punto, l’Umbria ha già annunciato di avere pronte le proprie osservazioni da presentare in sede di Conferenza delle Regioni per invertire la rotta sull’uso promiscuo della linea direttissima Orte-Roma.
Proietti vuole incontrare Salvini
La presidente Stefania Proietti ha ricordato che queste problematiche sono state poste sul tavolo del ministro Salvini da oltre un anno, senza che dal Ministero siano arrivate soluzioni o risposte concrete. Di fronte a questo perdurante silenzio, l’Umbria si dice pronta «a intraprendere azioni clamorose a tutela dei propri cittadini», a partire dalla limitazione dei nuovi treni regionali all’interno dei soli confini del territorio umbro, bloccandone l’origine e la destinazione a Roma.
Da qui la richiesta di un incontro urgente a Salvini e l’appello finale a tutte le forze politiche: «Chiediamo l’aiuto di tutti i rappresentanti umbri in Parlamento affinché ci sia il giusto impulso alla risoluzione di questo grave disservizio. Si sta isolando sempre di più l’Umbria, danneggiando l’immagine stessa della nostra regione».






