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Home » ‘Capitale cultura 2017’, a vincere è Pistoia

‘Capitale cultura 2017’, a vincere è Pistoia

di Marco Torricelli
26 Gennaio 2016
in Cultura, Dal territorio, Economia, Politica
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
Pistoia 'Capitale italiana della cultura 2017'

Pistoia 'Capitale italiana della cultura 2017'

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Sarà Pistoia la ‘Capitale italiana della cultura 2017’. La proclamazione è avvenuta poco dopo le 17. La città toscana, ha spiegato un’emozionatissima Elena Becheri, assessore alla cultura, «è orgogliosa e felice per il fatto che la commissione ha saputo apprezzare il progetto presentato. Faremo del nostro meglio per essere all’altezza del riconoscimento».

finalisteTerni e Spoleto Il ‘work in progress’ ternano e le ‘dodici porte’ spoletine non hanno convinto gli esperti del Mibac: resta la soddisfazione di essere entrate nella short list delle dieci finaliste – su 24 che erano all’inizio – ma anche la innegabile delusione. Quel milione di euro che sarà assegnato alla città ‘capitale’, sempre ammesso che poi fosse speso bene, avrebbe rappresentato un gran bell’inizio di anno.

Le altre candidate Oltre alle due città umbre, dopo l’assegnazione del titolo di capitale della cultura per il 2016 a Mantova, in competizione c’erano Aquileia (Udine), Como, Ercolano (Napoli), Parma, Pisa, Pistoia, Taranto.

La commissione Il presidente della commissione esaminatrice, Marco Cammelli, ha sottolineato che «tutti i dossier che abbiamo esaminato sono stati realizzati con grande accuratezza e questo, fatta salva la soddidfazione di chi è premiato, incoraggia i territori che sono comunque entrati nella short list a portarli avanti con determinazione, perché rappresentano un valore aggiunto importante».

Il ministro Dario Franceschini ha invece evidenziato «il crescente interesse che abiamo registrato nei confronti di questa iniziativa, fatto che ci impone di stringere i tempi per il futuro. Stiamo già lavorando per il bando relativo al 2018, al quale potranno accedere ovviamente anche le città che non sono risultate vincitrici oggi e che pubblicheramo presto, così da poter nominare la‘Capitale italiana della cultura 2018’ a gennaio dell’anno prossimo.

Giorgio Armillei
Giorgio Armillei

Realizzare i progetti La proclamazione di Pistoia come ‘Capitale italiana della cultura’, per l’assessore al Comune di Terni, Giorgio Armillei, raggiunto telefonicamente da umbriaOn, risulta «inaspettata». Non si conoscono ancora i dettagli, ma per l’assessore, «il fatto che sia stato citato il sistema bibliotecario, ci fa capire quanto questo posso essere stato fattore strategico, su cui anche noi avevamo puntato molto. Va sottolineato, però, che il sistema bibliotecario, per Pistoia, è una vera eccellenza». Per Armillei resta comunque «una bella esperienza che è servita ad attivare risorse, contatti e progetti che realizzeremo. Candidarsi per il 2018? È presto per dirlo. Prima di tutto vogliamo capire le ragioni per le quali la scelta sia ricaduta su Pistoia e sapere le valutazioni sul nostro progetto. Poi ci ragioneremo. Per ora pensiamo a lavorare per portare a conclusione i nostri progetti, a prescindere da premi e riconoscimenti».

Thomas De Luca 243
Thomas De Luca

«Sconfitta prevedibile» Per il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Federico Pasculli, quella di Terni era una «sconfitta prevedibile». Dopo aver «perso ‘Hermans festival’, aver visto ‘Jazzit’ andarsene in Piemonte, altra sonora bocciatura per i progetti culturali di questa amministrazione. Ci chiediamo se non è stato un prevedibile errore quello di riporre tutte le nostre speranze in un traguardo quantomai ambizioso e complicato, un po’ come partecipare a una gara podistica senza avere nemmeno le scarpette per correre. In biblioteca piove e si staccano pezzi dappertutto, siamo senza un teatro da anni, non c’è condivisione, una città che si muove solo su impulso dei privati a volte troppo isolati se esterni a certe cerchie, quel poco di buono che si era creato negli anni sta pian piano scomparendo, così come è stato anche per ‘Cavour Art’. Le scelte su cui l’amministrazione ha deciso di puntare, troppo spesso non si sono rivelate quelle giuste, e oggi questo è ancora più chiaro».

Michele Rossi
Michele Rossi

‘Terni città futura’ Per Michele Rossi, di ‘Terni città futura’, invece, «il famoso detto de Coubertiano vale il doppio per la nostra città. L’essere stati per la prima volta in sfida con città molto più blasonate dal punto di vista culturale, che fanno da sempre della cultura il volano del loro sviluppo, non puoò che non essere motivo di vanto e di orgoglio per la nostra città. Una scommessa che per quanto mi riguarda la città ha comunque orgogliosamente vinto. Emozionante rappresentare la mia citta, fiero di aver dato il mio contributo; di aver messo da parte per questo scopo anche le differenze politiche. L’averci creduto con coraggio, lavorato con determinazione e convincimento, provando a mettere a sintesi anche impostazioni e convinzioni diverse che ne hanno arricchito la proposta in gara è già una vittoria, che è ora esperienza e patrimonio di tutta la comunità. Un lavoro che non dovrà disperdersi, ma considerato e attualizzato comunque. Esserci ha dimostrato che questa nostra città possiede tutte le carte per puntare anche ad obiettivi apparentemente irraggiungibili o addirittura prima d’ora impensabili. Nulla può esserci precluso. Ci sono le competenze giuste, l’entusiasmo e le buone idee. La speranza è che il metodo utilizzato per questa candidatura possa essere replicato nelle tante questioni emergenziali della città».

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