Aggiornamento lunedì 23 febbraio, ore 14.30 – Ad aggiornare sui fatti del carcere di Terni, attraverso una ricostruzione dettagliata, è nuovamente il sindacato di polizia Penitenaria Sappe attraverso il suo segretario umbro Fabrizio Bonino. «Tutto – riporta una nota del Sappe – ha avuto inizio nella sezione I, reparto di media sicurezza, quando due detenuti di origine italiana, di cui uno naturalizzato, noto per essere un campione di Mma (mixed martial arts, ndR) e giunto a Terni dal carcere di Pisa il giorno di San Valentino, hanno preteso di spostarsi in un’altra sezione. Al rifiuto opposto dal collega di sezione, i due hanno tentato di aggredirlo, spingendolo in un angolo della rotonda».
«L’intervento tempestivo dell’ispettore di sorveglianza che aveva notato la scena dalle telecamere – prosegue Bonino – ha permesso di sventare l’aggressione sul nascere. Giunta sul posto, però, la stessa ispettore è stata presa di mira dal detenuto campione di Mma, il quale, con falsa pretesa, ha lamentato la mancata autorizzazione alle telefonate con i familiari, circostanza assolutamente non vera avendo egli telefonato il giorno precedente. A quel punto i due detenuti hanno nuovamente caricato, accerchiando il collega di sezione e costringendo l’ispettore a portarlo all’esterno per metterlo in salvo».
«Una volta rimasti ‘padroni’ della sezione – spiega ancora il segretario umbro del Sappe – i due facinorosi, presto coadiuvati da altri detenuti ancora in fase di identificazione, hanno dato il via a una furia distruttiva. Hanno divelto e staccato brande e termosifoni dalle pareti, sfondato i vetri nel corridoio della sezione e quelli del blindato del box agenti e strappato le plafoniere. Al culmine della follia, si sono barricati all’interno rendendo impossibile l’accesso. Solo grazie al coraggio e alla determinazione del poco personale in servizio, e di numerosi colleghi che, seppur liberi dal servizio e in un giorno festivo, hanno sacrificato la propria famiglia per correre in aiuto dei compagni e servire lo Stato, si è potuta gestire la fase critica. Alle ore 22 circa, con l’intervento del reparto operativo regionale (Por), si è riusciti a fare ingresso in sezione e a tradurre nei locali passeggi alcuni dei facinorosi».
Pesante il bilancio riferito dal Sappe: «L’intera sezione è stata completamente devastata. Miracolosamente non si registrano feriti tra il personale, nonostante la violenza inaudita dell’accaduto e il gravissimo rischio corso dai colleghi. Sul posto, a constatare di persona l’incredibile scenario di devastazione, è giunto il provveditore dell’amministrazione penitenziaria per l’Umbria e le Marche. Si resta in attesa dell’arrivo del garante dei detenuti. Quanto accaduto ieri a Terni – osserva Bonino – è la fotografia più nitida e drammatica di un sistema carcerario in totale ebollizione. Da una parte abbiamo la violenza inaudita di detenuti che, forti anche di capacità fisiche fuori dal comune come nel caso del campione di Mma, si sentono padroni dell’istituto. Dall’altra, per fortuna, abbiamo donne e uomini dello Stato che, con professionalità e spirito di sacrificio, anche da casa e in un giorno di festa, hanno risposto ‘presente’. Oggi possiamo dire che per un soffio non è stata una tragedia. A loro, e in particolare all’ispettore che con prontezza ha salvato il collega, va l’abbraccio e il plauso di tutto il Sappe».
«Ora però – conclude l’esponente sindacale – pretendiamo fatti concreti. Al prefetto e al nuovo capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria diciamo: venite a Terni, venite a vedere con i vostri occhi. Perché qualche anno fa un capo del Dap venne qui, fece un’ispezione e mentì, sapendo di mentire, promettendo che avrebbe sfollato l’istituto dagli allora 550 detenuti per riportarlo alla capienza regolamentare. Quella promessa non è mai stata mantenuta. Il personale aspetta ancora quel giorno. Ci auguriamo che il nuovo capo del Dap voglia venire qua, assumersi le proprie responsabilità e sia finalmente in grado di ridare ai colleghi di Terni, e a tanti altri, un po’ di quella serenità che meritano».
La notizia
«Un’intera sezione detentiva è stata completamente distrutta. L’azione devastante sarebbe stata scatenata da un detenuto straniero, trasferito nel carcere di Terni da pochissimi giorni, il quale sarebbe stato coadiuvato da altri tre detenuti». A denunciare l’accaduto – il tutto sarebbe avvenuto dal pomeriggio di domenica 22 febbraio – è il sindacato di polizia Penitenziaria Sappe attraverso il segretario regionale dell’Umbria, Fabrizio Bonino.

In una nota Bonino spiega che «si sono verificati gravi e prolungati disordini all’interno della casa circondariale di Terni. Le operazioni di ripristino dell’ordine e della sicurezza sono ancora in corso in queste ore. Data la gravità della situazione, si è reso necessario l’intervento del reparto operativo regionale della polizia Penitenziaria per supportare il personale del carcere nel tentativo di ricondurre alla normalità un clima di tensione esploso in maniera violenta».
«Ancora una volta – aggiunge il segretario regionale umbro del Sappe – i nostri agenti si trovano a operare in un contesto di assoluta emergenza. Quanto sta accadendo a Terni è la dimostrazione di come la tensione sia alle stelle, soprattutto in quell’istituto. Un detenuto da poco arrivato, probabilmente con elevate criticità, è riuscito in pochissimo tempo a creare una situazione fuori controllo, danneggiando gravemente una sezione e mettendo a rischio l’incolumità di tutti. Il nostro plauso e la nostra vicinanza va agli agenti intervenuti e che con professionalità stanno cercando di riportare la calma in un ambiente reso ancora più complesso dal sovraffollamento, circa 600 i detenuti presenti, e dalla carenza di organico».
Sui fatti di domenica intervien e anche il segretario regionale del sindacato Osapp, Roberto Esposito, che parla di «grave rivolta all’interno del carcere di Terni, in una sezione della media sicurezza, con il risultato che un’intera sezione risulta ormai completamente inagibile e distrutta». L’Osapp chiede quindi «lo sfollamento immediato di tutti i detenuti dalla sezione interessata, la chiusura totale della sezione che di fatto non esiste più, il trasferimento immediato di tutti i detenuti del circuito di media sicurezza presso altri istituti. Già in precedenza – ricorda Esposito – avevamo chiesto formalmente che il carcere di Terni venisse destinato esclusivamente al circuito di alta sicurezza, proprio per evitare le continue criticità generate dalla promiscuità detentiva e dalla gestione di detenuti ad alto tasso di conflittualità. Solo pochi giorni fa, nello stesso reparto, un collega è stato accoltellato alla mano durante un evento critico, riportando cinque punti di sutura. È inaccettabile – conclude – che i colleghi siano esposti ad ambienti distrutti, contaminati e privi delle minime condizioni di sicurezza. Chiediamo un intervento immediato del Dap e del Ministero della Giustizia».






