di Giovanni Cardarello
Il mattone umbro scalda i motori e chiude il primo semestre del 2025 con il segno più. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Tecnocasa riportato dal Messaggero Umbria oggi in edicola, i prezzi delle abitazioni in regione hanno fatto registrare un aumento medio del 3%, trainati da un mercato dinamico che vede il ritorno prepotente degli investitori, spinti dalla domanda di affitti universitari e dalla crescita delle strutture ricettive.
Perugia: l’effetto studenti e il boom di Madonna Alta
Nel capoluogo, la crescita è superiore alla media regionale, attestandosi su un solido +3,5%. A spingere la domanda sono soprattutto le zone a ridosso del centro storico, come via dei Filosofi e l’area della Pallotta. In questi quartieri si è registrato un aumento di investitori pronti a scommettere sul mercato universitario: l’identikit dell’affare tipo è un immobile entro i 100mila euro, capace di fruttare tra i 250 e i 300 euro a stanza.
Una scelta, quella di affittare a studenti, dettata anche dalla ricerca di maggiori garanzie dopo i problemi di morosità riscontrati negli anni passati con altre tipologie di inquilini. I canoni riflettono questa pressione: a Elce un monolocale costa ormai 450 euro al mese, mentre per un trilocale se ne servono 900. A complicare il quadro per chi cerca casa è anche la contrazione dell’offerta abitativa ordinaria, “mangiata” dalla proliferazione di B&B e case vacanza.
Non mancano però le famiglie che acquistano come abitazione principale. In questo caso, i prezzi oscillano dai 1.800 euro al mq delle zone centrali fino agli 800 euro delle aree più periferiche. Discorso a parte merita Madonna Alta: qui la realizzazione di nuovi complessi ad alta efficienza energetica (venduti tra i 2.800 e i 3.500 euro al mq) ha generato un effetto traino, alzando le quotazioni anche delle abitazioni più datate.
Terni: tra stabilità e nuove occasioni
Spostando lo sguardo verso il sud della regione, la situazione a Terni appare più pacata. Qui il mercato non corre con la stessa foga di Perugia, ma si assesta su una crescita del 2,7%. La città dell’acciaio si conferma una piazza orientata soprattutto alle famiglie: la domanda non è condizionata dalla caccia alla stanza per studenti, ma è mossa dal desiderio concreto di acquistare la prima casa, con trilocali e quadrilocali in cima alla lista dei desideri.
Il centro cittadino resta il cuore delle compravendite, con prezzi che appaiono decisamente più “dolci” rispetto al capoluogo. Per un appartamento ristrutturato di media qualità, la spesa oscilla tra i 1.400 e i 1.500 euro al metro quadrato, salendo fino a 1.900 euro per gli immobili di pregio tra Corso Tacito e via Roma.
C’è spazio anche per l’innovazione: in viale Oberdan le nuove costruzioni hanno raggiunto quotazioni tra i 2.200 e i 2.500 euro al metro. Sul fronte della messa a reddito, Terni resta una nicchia per piccoli investimenti: con un budget tra i 45 e i 55 mila euro si può acquistare un bilocale da affittare a circa 400 euro mensili, utilizzando prevalentemente la formula del canone concordato.
Il resto della regione: Orvieto la più cara
Il report getta lo sguardo anche sul resto del territorio, dove emerge il primato di Orvieto: nella parte storica della città i prezzi salgono fino a 2.300 euro al mq, superando nettamente altre mete iconiche come Gubbio (1.700 euro) e Assisi (1.500 euro). Più staccate si posizionano Spoleto, con una media di 1.400 euro, e Foligno, che si conferma la realtà più economica tra i grandi centri con circa 900 euro al metro quadrato.






