di S.F.
«grave e persistente carenza di personale medico, con particolare riferimento alle strutture penitenziarie, che rappresentano ambiti particolarmente disagiati tali da determinare importanti difficoltà nel reclutamento di professionisti, attraverso le ordinarie procedure selettive». Questa la motivazione che ha portato la Usl Umbria 2 ad approvare un avviso di manifestazione di interesse rivolto a professionisti in quiescenza.

Il tema non è nuovo e ciclicamente si ripresenta. Sì, perché c’è «urgente necessità di garantire, presso tali strutture, la continuità del servizio sanitario e l’ordinaria attività clinico-assistenziale mediante l’impiego di medici in possesso di adeguata esperienza e competenza parofessionale». In più viene citata «l’impossibilità di sopperire alle suddette carenze di personale mediante l’impiego di personale medico già in servizio presso le diverse sedi aziendali, in ragione della perdurante insufficienza di organico», viene specificato nel documento.

Da qui la richiesta del direttore amministrativo aziendale per l’avvio della procedura riguardanti la casa circondariale di Terni e le case di reclusione di Spoleto ed Orvieto. Firmano il direttore generale Roberto Noto, il direttore al personale Anna Rita Ianni e il responsabile del procedimento Rosita Militoni.






