di Giovanni Cardarello
A Pian di Massiano le lancette corrono veloci tra presentazioni delle nuove maglie, organizzazione del ritiro e affari di calciomercato. Ma la vera corsa contro il tempo per il futuro del Perugia Calcio si gioca su un asse geopolitico e finanziario ben più ampio e complesso. Mentre la piazza attende segnali definitivi sul fronte societario – il fine settimana potrebbe essere decisivo per il ‘dentro o fuori’ di una eventuale formalizzazione dell’offerta definitiva -, da Buenos Aires e da oltreoceano rimbalzano notizie che rischiano di trasformarsi in uno tsunami capace di travolgere il Grifo. La cessione del club, in questo scenario, sembra anche una necessità urgente per mettere al riparo la società da rischi importanti.
Il blitz dell’FBI sui conti americani dell’AFA
L’ultimo, pesante, tassello arriva direttamente dagli Stati Uniti. Come rivelato dal quotidiano argentino La Nacion e ripreso dalle principali testate finanziarie e sportive internazionali, la Federcalcio argentina (AFA), guidata dal presidente Claudio ‘Chiqui’ Tapia, è ufficialmente finita nel mirino dell’FBI e del Dipartimento di giustizia americano. Gli investigatori di Washington e Miami stanno passando al setaccio la gestione di centinaia di milioni di dollari transitati nel sistema bancario statunitense (coinvolgendo colossi come Citibank, Bank of America e JP Morgan), per verificare l’ipotesi di reati quali riciclaggio di denaro e frode fiscale.
Al centro di questa indagine, che affonda le sue radici nelle prime ispezioni del 2025, c’è il rapporto esclusivo tra i vertici dell’AFA (Tapia e il tesoriere Pablo Toviggino) e la TourProdEnter LLC. Si tratta della società registrata a Miami e riconducibile direttamente a Javier Faroni (attuale presidente del Perugia) e alla moglie Erica Gillette. Secondo i documenti emersi e riportati con grande risalto da Calcio e Finanza e Sport Mediaset, la TourProdEnter avrebbe gestito oltre 260 milioni di dollari di entrate della federazione derivanti da contratti con multinazionali del calibro di Adidas e Warner, trattenendo commissioni monstre fino al 30%. Di questa enorme massa di denaro, ben 57 milioni di dollari sarebbero stati distribuiti verso beneficiari e società terze, comprese alcune sigle collegate alla famiglia del tesoriere Toviggino.
L’inchiesta di umbriaOn di dicembre 2025
Per i lettori di umbriaOn, in realtà, i contorni di questa vicenda non giungono totalmente nuovi. Già nel dicembre del 2025, con l’articolo intitolato ‘AC Perugia: l’indagine sui fondi in Argentina scuote il Grifo‘, avevamo sollevato interrogativi sui legami politico-finanziari in patria del patron biancorosso. In quell’occasione mettemmo in luce come l’organismo di controllo argentino (IGJ) e l’autorità fiscale stessero indagando sui bilanci del calcio argentino, e come il nome di Faroni – ex deputato provinciale e noto produttore teatrale – fosse già sotto la lente per la gestione dei diritti internazionali e per la piattaforma di biglietteria Deportick.
Se allora lo scenario alimentava «dubbi e incertezze», oggi, con l’ingresso in campo dell’FBI e i primi lunghi interrogatori formali ai testimoni chiave (come quello all’imprenditore Guillermo Tofoni), la situazione è diventata incandescente. Le ripercussioni sulla holding che controlla il Perugia rischiano di essere immediate, rendendo il passaggio di mano del club umbro non più rinviabile.
Una storia che parte da lontano
La tempesta odierna è il punto d’arrivo di nodi che l’opinione pubblica locale ha iniziato a intravedere molto tempo fa. È doveroso ricordare, infatti, che i primi dubbi e le prime richieste di trasparenza sulla reale solidità e sulla situazione in Argentina di Javier Faroni non sono nati oggi. Era la metà di ottobre del 2024 quando, dalla pagina della trasmissione televisiva ‘Un Venerdì da Grifoni‘, si cominciò a scavare pubblicamente dietro le quinte dell’operazione che aveva portato il club in mani argentine, chiedendo chiarimenti che all’epoca sembravano prematuri o eccessivamente prudenti.
A distanza di quasi due anni, quelle domande trovano una risposta attuale nelle carte degli investigatori federali americani. Il Perugia ha bisogno di certezze e la cessione del club non è più solo una questione di ambizioni sportive, ma una vera e propria ‘scialuppa di salvataggio’.






