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Home » Comune di Terni: «Come l’Argentina»

Comune di Terni: «Come l’Argentina»

di Simone Francioli
11 Ottobre 2016
in Altre notizie, Attualità, Opinioni
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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del CoSec

Finalmente apprendiamo, dalle stesse parole dell’Amministrazione, lo stato dei conti: «Tre milioni il disavanzo di parte corrente e otto milioni di debiti fuori bilancio» forse, visto che sono in atto ancora accertamenti. Il segreto di Pulcinella è stato svelato dallo stesso sndaco Di Girolamo. Segreto che tutti conoscevano tra chi lo denunciava pubblicamente, il CoSec, e chi nei corridoi per non disturbare.

Ora finalmente la verità. Una verità che coinvolge tutti tra responsabilità dirette, la giunta, e complicità di molti fatta di silenzi e ritardi. Oggi assistiamo al fallimento della classe dirigente ternana legata a doppio filo con se stessa, tesa più alla sopravvivenza che a rilanciare Terni. Oggi ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Dal lontano febbraio di quest’ anno il CoSec denunciava che i conti non tornavano, non erano trasparenti e voleva vederci chiaro; che l’operazione sulla refezione scolastica e sui servizi educativi comunali servivano solo per fare cassa, per coprire la voragine di bilancio. Il 7 giugno, in occasione della discussione del bilancio, il CoSec presidiava il Comune contro i rischi per la città causati da questa amministrazione.

Noi c’eravamo, altri decisero di non disturbare. Oggi quel silenzio ricade sulle loro spalle rendendoli complici del dissesto, della chiusura dei servizi, della loro privatizzazione e della relativa perdita di posti di lavoro. Oggi, come ieri, sta ancora al CoSecdenunciare le bugie che si annidano nella conferenza stampa

Il non aumento della tassazione locale. Ricordiamo alla giunta che alcune tasse e rette le avete già aumentata con la DGC n° 69 e 70 di aprile 2016 e rettificate dal consiglio comunale che vede, tra l’altro, l’aumento del 15% della refezione scolastica senza l’adeguata rimodulazione degli scaglioni Isee come da voi promesso. Per la privatizzazione non sono solo in gioco le Farmacie comunali. Ricordiamo alla giunta che si sta apprestando a privatizzare, se non a dare in concessione, l’intero servizio di refezione scolastica e ha già chiuso tre scuole per l’infanzia comunali. Dopo le Farmacie toccherà all’Asm. Cogliamo l’occasione per ricordare alla giunta la promessa solenne che fece in II° commissione consiliare di portare a discussione il bando sulla refezione prima della sua promulgazione. Chiediamo al presidente della II° commissione di impegnarsi affinché la Giunta onori la sua parola, almeno su questo.

L’annosa questione della vendita degli immobili messi da anni a copertura del bilancio e mai venduti. Tutti sappiamo che la vera partita del risanamento si giocherà sui servizi, sulle tasse e sulle rette. Cosa ci aspettiamo per i prossimi cinque anni? Secondo il CoSec un nuovo aumento delle tasse e delle rette entro aprile 2017 e questa volta toccherà anche agli asili nido comunali. Chiusura di tutti i servizi dell’infanzia comunali e privatizzazione, o concessione, dei nidi e dei laboratori comunali. Come più volte denunciato i laboratori senza didattica non reggono e i nidi, come in altre città italiane, sono facilmente appaltabili.

Non siamo previgenti ma analizziamo le scelte e gli atteggiamenti avuti in questo anno dalla giunta tra bugie, negazioni e parziali chiusure come la non apertura di una mezza sezione dell’ “Aula Verde” che dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’amministrazione, come una volta lo erano tutti i Sec. Questo è ciò che ci aspetta nei prossimi anni e Terni, come l’Argentina del default, dopo aver venduto e/o privatizzato il possibile si avvierà verso il declino.

Oltre al “Piano di Risanamento” non vediamo contemporaneamente un “Piano di Sviluppo e Potenziamento” della città, a partire da ciò che rimane dei Sec, a parte vane promesse e parole al vento e scusateci se ci fidiamo poco di chi ha negato fino a ieri. Mentre all’orizzonte si vedono solo i soldi promessi dalla Regione, più per motivi politici che su progetti reali. Per questo invitiamo la giunta a mettere in campo l’unico Piano Pluriennale di Risanamento possibile: togliere le tende dagli scranni comunali.

Non prevedendo l’auspicabile il CoSec continuerà ad esserci in difesa della qualità della refezione scolastica e dei servizi educativi, dei bambini, delle famiglie e degli operatori scolastici. Noi ci saremo in maniera forte, chiara e senza ambiguità, auspicando che anche gli altri soggetti si destino dal loro silenzio che puzzerebbe sempre più di corresponsabilità.

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