di S.F.
Via libera in consiglio comunale a Terni per il ‘ritocchino’ da 50 mila euro per le elevate qualificazioni e il movimento sul fondo del salario accessorio. Con tanto di scontro politico tra maggioranza ed opposizioni in seguito all’intervento del sindaco Stefano Bandecchi.
Comune Terni, ‘ritocchino’ per le elevate qualificazioni: incremento da 50 mila euro
Il primo cittadino ha ‘utilizzato’ l’atto per dare la sua visione sull’operato dell’amministrazione: «La miglior amministrazione degli ultimi 25 anni, ad oggi non abbiamo indebitato di più il Comune e il risanamento è completato. Sono stati assunti 30 operai e 40 agenti di polizia Locale. Con valorizzazione dei dirigenti e del personale. Questo atto è per retribuire in modo adeguato alcune persone non dirigenti. Mancette? Le nostre mancette sono date in modo regolare, rispettando la legge, a chi ha permesso a questo Comune di risanarsi e avere risultati mai raggiunti. Come accaduto con Asm ad esempio. Il Comune ha migliorato il suo aspetto», ha concluso.
Inevitabilmente il confronto si è esteso, a partire da Orlando Masselli del Gruppo Misto: «Bene le risorse per il personale, ma non c’è programmazione. Inoltre, visto il discorso del sindaco, noto che ‘Cantiere Comune’ non è più un punto di forza. E ora si prende un mutuo per le strade». Anche Cinzia Fabrizi (Misto) non ha lasciato scorrere: «Il sindaco ha parlato di gestione ottima del personale e ha caricato di valore politico l’atto. Invece io ho forti dubbi sulle decisioni, come per l’esternalizzazione per gli asili nido. Valorizzazione delle risorse interne? Mi risulta invece che sia stato tolto l’appalto a Terni Reti per le manutenzioni degli edifici». La delibera riguarda anche 70 mila euro in più legato al fondo salario accessorio del personale non dirigenziale.
Critico anche Valdimiro Orsini (TMS): «Il Comune non sta facendo altro ciò che hanno fatto altri enti. D’accordo sull’aumento attraverso il salario accessorio. La gestione del personale è tuttavia ondivaga, dovremmo essere alla quinta o sesta riorganizzazione della ‘macro’ e ciò dimostra che non c’è una linea decisa. Ciò è frutto di scelte umorali e non di visione strategica». Roberto Pastura (capogruppo FdI) ha parlato di «molti nodi che stanno venendo al pettine. L’atto odierno è amministrativo e legittimo, poi parleremo delle ‘macro’ che minano l’assetto organizzativo. Inoltre sulle strade la recente delibera di giunta smentisce la linea precedente».
Sul tema hanno commentato anche Francesco Maria Ferranti (FI) e Leonardo Patalocco (PD): «La migliore amministrazione degli ultimi 25-30 anni? I successi vanno documentati», la risposta di quest’ultimo. «Sugli eventi e la Ztl non ho visto numeri. L’anagrafe è in una situazione difficile, il servizio non riesce a rispondere ai cittadini». A chiudere la discussione è stato Bandecchi, a suo modo: «Mi vergogno per voi, dite frasi sconnesse dalla realtà. Le carte di identità le fa lo Stato italiano e ci hanno dato solo tre computer». Se ne parlerà ancora.
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