di S.F.
Tempio crematorio a Terni, forse ci siamo. Ad un anno e mezzo – era il febbraio 2025 – dall’avvio della prima procedura e dopo due annullamenti in autotutela del Comune, palazzo Spada ha aggiudicato il partenariato pubblico-privato per la realizzazione dell’impianto che vale una concessione pluriennale da oltre 25 milioni di euro ed un investimento per 4,6 milioni di euro: c’è l’ok a favore della Altair Funeral srl (70%) e della Edilver srl (30%), da sempre gli unici partecipanti in quanto promotori del project. A firmare è il dirigente e Rup Federico Nannurelli dopo aver posto sette quesiti all’avvocatura comunale in merito alla sentenza 2026 della Corte Europea sul diritto di prelazione.
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Contestualmente viene subito dichiarata efficace l’aggiudicazione al raggruppamento temporaneo di imprese considerati i controlli positivi sul possesso dei requisiti. Inoltre il piano economico-finanziario è stato ritenuto adeguato, sostenibile e congruo «in quanto coerente con le linee guida di gara, con la durata venticinquennale della concessione, con il valore dell’investimento, con la struttura finanziaria 30% equity e 70% debito, con i ricavi e i costi stimati, con il canone concessorio aggiornato al 7,5% dei ricavi lordi di gestione per effetto del rialzo offerto, nonché con il trasferimento del rischio operativo in capo al concessionario».
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Un canone concessorio in favore del Comune che ora viene alzato dal 6,5% al 7,5% sulla base dei ricavi lordi di gestione: la royalty complessiva stimata a favore dell’ente passa così da 1,9 a 2,2 milioni di euro. «Si prende atto solo in linea tecnica del quadro economico del piano di fattibilità tecnico-economico allegato alla procedura di gara, dando atto che le soluzioni tecniche e le migliorie offerte dall’aggiudicatario dovranno essere obbligatoriamente recepite e integrate all’interno del progetto esecutivo che l’aggiudicatario
stesso redigerà dopo la firma del contratto». In quest’ultimo caso il tempo massimo per la consegna è fissato in 47 giorni.
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Alla base della procedura restano anche le tariffe agevolate indicate dal Comune per i residenti, la garanzia di 15 cremazioni gratuite annue per soggetti indigenti e il piano tariffario rispondente alle linee del consiglio comunale, «poiché coniuga l’esigenza di assicurare l’equilibrio economico-finanziario della concessione con la tutela sociale dell’utenza residente». Ci saranno conseguenze a cascata su tutto questo settore: «La futura entrata in esercizio – si legge – del tempio crematorio comporterà una rimodulazione complessiva del sistema dei servizi cimiteriali, con effetti diretti e indiretti sulle entrate da proventi dei servizi cimiteriali, sulle concessioni cimiteriali, sulla domanda di manufatti destinati alla conservazione delle ceneri e sulla valorizzazione del patrimonio cimiteriale già realizzato dall’ente». La parte chiave del documento non può essere la decisione di palazzo Spada in merito alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 5 febbraio 2026 sul diritto di prelazione.
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Su questo fronte c’è la presa d’atto che «assume valore conformativo della presente procedura e comporta la rettifica del bando, del disciplinare e degli ulteriori atti di gara nella sola parte in cui prevedono il diritto di prelazione del promotore. Ogni previsione relativa alla prelazione deve pertanto intendersi non applicabile, espunta e comunque disapplicata, senza annullamento dell’intera procedura, in quanto la clausola non è stata esercitata, non è concretamente esercitabile e non ha prodotto alcun effetto sull’esito della gara», spiega il dirigente. Il contratto di concessione sarà stipulato non prima di 32 giorni dal provvedimento di aggiudicazione e comunque entro due mesi. Viene chiarito che non c’è esecuzione anticipata del contratto.
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La copertura finanziaria dell’investimento prevede un 30% con apporto di capitale proprio (1,4 milioni) ed i restanti 3,2 milioni con ricorso a debito bancario (70%), «con previsione di finanziamento a 12 anni a tasso fisso del 4%». Il bacino d’utenza considerato stima 48.276 cremazioni nell’arco della concessione per i 25 anni, con media di 1.931 all’anno. Infine i ricavi ed i costi messi nero su bianco: i primi sono pari a 29,7 milioni di euro, i secondi 19,8 milioni di euro. «Il sistema tariffario proposto garantisce, per i non residenti, uno sconto dell’8% rispetto ai limiti massimi ministeriali, mentre per i residenti del Comune di Terni prevede un abbattimento del 67%, con tariffa di euro 200 per la cremazione di salma, euro 160 per la cremazione di resti mortali ed euro 120 per la cremazione di resti ossei», viene ricordato.
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La commissione – ultima curiosità – ha verificato che, inizialmente, c’era l’assenza nella busta tecnica del piano di gestione e dei relativi allegati, «documenti previsti dal disciplinare a pena di esclusione. Ma ha contestualmente rilevato, anche sulla base dell’elenco dei documenti allegati, la possibilità che tali elaborati fossero stati comunque caricati entro il termine di scadenza, seppure erroneamente collocati nella busta telematica dell’offerta economica». Problema risolto e semaforo verde, si procede. L’aggiudicazione viene inviata anche al sindaco Stefano Bandecchi, al direttore generale Claudio Carbone e alla dirigente alle risorse finanziarie Grazia Marcucci. Si procede.






