di S.F.
«Si evidenzia che in questa sessione di controllo si è riscontrato un generale miglioramento della qualità degli
atti. Tale risultato appare riconducibile alla maggiore attenzione prestata dai dirigenti, che hanno seguito le
indicazioni fornite all’esito dei precedenti controlli e le check list di riferimento». Parole firmate dal segretario generale – nonché responsabile prevenzione corruzione e trasparenza – del Comune di Terni, Iole Tommasini, in merito al monitoraggio del primo semestre 2025 del controllo di regolarità amministrativa e contabile. Tuttavia c’è più di qualcosa da sistemare.
LA RELAZIONE GENERALE DEL I° SEMESTRE 2025

In sostanza è il consueto check nell’ambito dei controlli interni a livello amministrativo. Con quattro possibilità: i rilievi ci sono «quando sono state appurate delle irregolarità che incidono sulla legittimità dell’atto e possono richiedere un intervento in autotutela», le osservazioni «quando risulta la mancanza di elementi particolarmente rilevanti che comunque non incidono sulla legittimità dell’atto», i rilievi non gravi «quando l’irregolarità e/o l’assenza di elementi non sono tali da inficiare la legittimità dell’atto ma denotano una scarsa cura nella sua redazione» e le determine da riesaminare «quando manca la pubblicazione o qualche altro elemento che può essere immediatamente sanato senza dovere sostituire l’atto». L’aspetto numerico è interessante.

Gli atti verificati sono 161 e quelli senza alcun rilievo sono 67 per una percentuale di poco superiore al 41%. Gli altri? 10 sono da riesaminare, 8 hanno delle osservazioni e 76 presentano rilievi non gravi. Quelli con ‘rilievi’ gravi risultano essere 0. In termini percentuali le direzioni più ‘precise’ risultano essere la polizia Locale (12 su 14 atti controllati non hanno rilievi) e il welfare (11 su 14 senza problematiche di alcun tipo). La mole di lavoro non aiuta la direzione governo del territorio: solo 6 atti su 30 verificati risultano senza nessun rilievo. E 2 necessitano di essere riesaminati.

Altrettanto interessante è vedere che tipo di atti hanno presentato problemi. Il 50% di quelli da riesaminare (5 su 10) è infatti per affidamento diretto di lavori, servizi e forniture; i restanti sono per contratti (3), impegni di spesa (1) e altro ancora (1). In ogni caso «nel campione di atti esaminati non sono stati evidenziati rilievi tali da inficiare la legittimità degli stessi né è reso necessario intervenire con azioni correttive mediante l’esercizio del potere di autotutela», spiega la Tommasini. Numerose le osservazioni del segretario generale, come ad esempio il «ricordare sempre che non devono essere pubblicati documenti in formato immagine né con firma autografa» e che «la motivazione dell’atto deve essere esaustiva, in modo tale che emergano chiaramente i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione».






