di Giovanni Cardarello
L’oscura, degradante e politicamente rilevante vicenda della Concorsopoli in Umbria si arricchisce di un nuovo capitolo nel quale la protagonista è la procura regionale della Corte dei Conti dell’Umbria. Concorsopoli che, ricordiamo, fa riferimento allo scandalo di corruzione emerso nella Regione Umbria ed incentrato sulla presunta manipolazione e aggiustamento dei concorsi pubblici all’interno del sistema sanitario regionale. In particolare, quelli afferenti l’azienda ospedaliera ‘Santa Maria della Misericordia’ di Perugia e la Usl Umbria 1. Una vicenda per la quale il 3 luglio 2024 i 28 imputati del processo penale hanno ricevuto, in primo grado, 21 condanne, 6 assoluzioni e un non luogo a procedere. L’appello è fissato al prossimo 31 ottobre.
Concorsopoli: raffica di condanne. Anche Barberini, Marini e Bocci. Assolti in sette
Nel frattempo, però, arrivano anche le richieste della magistratura contabile umbra per danno erariale, nello specifico da disservizio, da interruzione del rapporto sinallagmatico e da danno di immagine. Nel marzo 2024 – come riferisce ‘Il Messaggero Umbria‘ – la procura regionale della Corte dei Conti ha notificato agli imputati gli inviti a dedurre, quindi a fornire spiegazioni, rispetto a quegli «elementi idonei a convenirli in giudizio per rispondere di un danno erariale complessivo di 366.478,89 euro ‘a titolo di responsabilità dolosa, in via esclusiva e per gli importi a ciascuno attribuibili’».
Tema che, nella giornata di mercoledì 16 luglio, è giunto al dibattimento presieduto da Piero Carlo Floreani, con il confronto tra le richieste dei sostituti procuratori Francesco Magno ed Enrico Amante e le difese. Secondo i calcoli della procura, spiega sempre ‘Il Messaggero‘, i 366.478,89 euro richiesti vanno così divisi, in termini di risarcimenti. La quota maggiore, quella di 286.401,36 euro, spetterebbe all’azienda ospedaliera ‘Santa Maria della Misericordia’ di Perugia, 34.021,52 euro alla Usl Umbria 1, 44.978,32 euro alla Regione Umbria, più circa 1.000 euro da rifondere al ministero dell’Interno.
In base alle responsabilità dei singoli, tutte ancora da accertare, le quote maggiori sarebbe a carico dell’ex assessore alla sanità della Regione Umbria, Luca Barberini a cui si chiedono 18.960 euro. Dell’ex direttore generale del ‘Santa Maria della Misericordia’, Emilio Duca a cui vengono chieste due quote da 18.970,36 euro per un totale di 37.940,72 euro. E dell’ex direttore amministrativo dell’ospedale perugino, Maurizio Valorosi, con due quote da 19.800,81 euro e una da 35 mila euro, per danno all’immagine arrecato alla azienda ospedaliera di Perugia, per un totale di 74.601,62 euro.
Le altre richieste sono a carico dell’ex sottosegretario al ministero degli Interni durante i governi Letta, Renzi e Gentiloni, Gianpiero Bocci – circa 1.000 euro – e dell’ex presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, per poco meno di 5 mila euro. Tutte richieste che, però, le difese considerano infondate e insussistenti. Da segnalare, infine, che alcuni imputati hanno chiesto il rito abbreviato tanto alla procura quanto alla Corte dei Conti. In questo caso, è previsto un significativo sconto sulle richieste avanzate.






