di Michele Pennoni
Segretario Azione – Terni
Un consiglio comunale senza risultati concreti. Nessun atto approvato, nessuna richiesta formale consegnata alla presidente della Regione: solo parole, e un’assemblea che si è trasformata in un dibattito pubblico senza prodotto. Singolare l’intervento della consigliera regionale Pernazza, che intervenendo a Terni con odg l’ospedale di Terni, invece di illustrare come intenda attivarsi presso il Governo per aiutare a reperire i fondi per la nuova struttura, ha preferito dedicare il suo intervento a chiarire che la struttura secondaria di Narni-Amelia non si tocca. Un atteggiamento che lascia intuire quale sia il posto che occupa la futura Dea di secondo livello tra le sue priorità.

Parte della rappresentanza cittadina ha scelto di disertare il consiglio: un Aventino valido solo per il consiglio, peraltro, e non in commissione. Fortunatamente alcuni elementi della collettività, tra cui Azione, le sigle sindacali e comitati promotori, sono ancora consapevoli che questo approccio non affonda l’avversario, ma quel dibattito che ci è indispensabile per rispondere alle necessità e ai bisogni dei cittadini.
Nel frattempo, alcuni esponenti – ternani peraltro – della maggioranza regionale si sono premurati di fornire, con toni ai limiti del compiacimento, spiegazioni sui tempi lunghi, molto lunghi, lunghissimi necessari per l’iter realizzativo di un nuovo ospedale, come se questo potesse mai giustificare l’inerzia o la mancanza di risultati. Ma davvero il dibattito sulla sanità ternana deve ridursi a una continua polemica politica ‘dimettiti/mi dimetto se’? Se è così, il prossimo consiglio sarebbe più coerente svolgerlo non in Bct, ma all’asilo Mariuccia.
La polemica politica non può diventare l’alibi per l’immobilismo o la mancata realizzazione del nuovo nosocomio ternano la cui costruzione non è una bandiera di parte: è un’urgenza collettiva. La politica capace e responsabile non deve fornire colpevoli ai cittadini ma soluzioni. Terni e tutto il territorio dell’Umbria del sud non possono aspettare undici anni ma hanno bisogno di risposte serie, concrete (atti) e tempi certi.
Il consiglio si sarebbe dovuto svolgere presentando già le rilevazioni tecniche sul luogo più idoneo per la realizzazione; invece, qui non si è nemmeno capito se il consiglio si è aggiornato a dicembre o a data da destinarsi. Un ospedale ha un ciclo di vita medio di 50 anni: se dieci si perdono tra progetti e carte, la sua efficacia si dimezza; uno degli anni di mandato regionale è già alle spalle. Ora serve accelerare, rispettare gli impegni e aprire il cantiere.
È questa la missione affidata a Stefania Proietti per il dopo Tesei: dare finalmente al territorio ternano la sanità che merita, dopo anni di promesse, ritardi, e mancati risultati a livello di strutture e prestazioni tenendo ben presente che i professionisti non si attraggono in strutture vecchie e rattoppate. Non ci sono conflitti politici che tengano, veri o pretestuosi che siano: è soltanto tempo di agire.
Alla regione, alla presidente, all’assessore narnese alle infrastrutture e opere pubbliche, a tutti i consiglieri di maggioranza a cominciare da quelli ternani, il compito di essere compatti e viaggiare speditamente in questa direzione. Per questo non può essere sufficiente un mero aggiornamento entro l’anno sul luogo individuato per la costruzione del nuovo ospedale ma è fondamentale anche una presentazione dello stato dell’arte sui canali di reperimento fondi e un cronoprogramma delle tappe dell’iter di progettazione e realizzazione.
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