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Home » Terni, pronto soccorso ‘affollato’: l’appello

Terni, pronto soccorso ‘affollato’: l’appello

di Simone Francioli
13 Maggio 2020
in Apertura 5, Coronavirus, In evidenza
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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Accessi triplicati negli ultimi due giorni e, in periodo di massima attenzione come quello che impone il covid-19, l’ospedale di Terni lancia l’appello con riferimento al pronto soccorso: «Il 60% sono codici bianchi e verdi. Qui solo urgenze ed emergenze». L’sos è del direttore del PS Giorgio Parisi.

SPECIALE CORONAVIRUS – UMBRIAON

Giorgio Parisi

Il rischio

«Siamo appena entrati – specifica Parisi – nella fase 2 dell’epidemia covid-19 e l’ospedale di Terni già rischia di dover far fronte ad una vera e propria emergenza nell’emergenza». Nel mirino l’ondata di «accessi inappropriati in un momento in cui è fondamentale evitare il sovraffollamento e lasciare liberi i percorsi per i pazienti positivi al virus e le altre emergenze e urgenze non covid». I cittadini si sono presentati al pronto soccorso negli ultimi giorni per ansia, insonnia, dolore addominale da mesi, vomito dopo pasto abbondante, bruciore di stomaco con pretesa gastroscopia urgente, piccole reazioni allergiche, inappetenza, stitichezza, peggioramento cognitivo in paziente con demenza, cefalea semplice, vertigine, lombalgia e febbre. Per questi problemi non urgenti – chiarisce l’ospedale –  «era sufficiente rivolgersi al proprio medico di famiglia o ad altri servizi territoriali e che, invece, hanno prodotto negli spazi del pronto soccorso un raggruppamento di persone difficile da gestire in sicurezza, in un momento in cui tutto il Paese è quasi arrivato al collasso economico proprio per evitare gli assembramenti nei luoghi pubblici».

L’area di accesso

Cosa comporta

Il direttore del pronto soccorso evidenzia che «In pochi giorni gli accessi sono triplicati. Se ad aprile, nel periodo più critico, registravamo un media di 34 accessi. Ora siamo già saliti 86 accessi di cui il 60% sono codici bianchi e verdi». Il risultato? Tempi di attesa più lunghi «anche in considerazione del fatto che il personale continua a restare impegnato su due percorsi, covid e non, e che le procedure di sicurezza vigenti richiedono necessariamente più tempo». Il ‘Santa Maria’ porta un esempio: «Il mese scorso anche un codice verde veniva visitato entro 37 minuti contro i 60 previsti e un codice giallo veniva visitato entro 17 minuti, contro i 30 previsti, mentre ieri il tempo di attesa già superava un’ora».

Contagio tra asintomatici

Parisi infine ricorda che «l’emergenza covid-19 non è terminata e che il rischio di contagio tra persone asintomatiche è un pericolo reale e rischia di vanificare gli sforzi finora fatti per contenere la diffusione del virus. Facciamo quindi appello al buon senso dei cittadini affinché non dimentichino che è fondamentale rivolgersi al pronto soccorso solo per urgenze ed emergenze e per problemi non risolvibili dai medici di famiglia o di continuità assistenziale e non differibili come gravi traumi, eventi cardiovascolari e altri casi di immediato o potenziale pericolo di vita».

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