«Leggere il mio nome in quella lista mi ha tolto il fiato». Dal liceo di Città della Pieve all’ingresso nella classifica top 2% scientists 2021. Questa l’ascesa di Davide Astolfi, nato nel 1981 a Varese e cresciuto a Panicarola (Castiglone del Lago), che si è formato nell’ateneo perugino. La piattaforma Scopus redige questo database in base a quante volte si è stati citati all’interno delle riviste scientifiche di tutto il mondo.
Il percorso di Astolfi: «La precarietà è ancora un problema»
Il ricercatore castiglionese ha raccontato a Il Corriere dell’Umbria di aver vinto dieci anni fa un assegno di ricerca ed esserci specializzato nell’analisi dati applicati ai parchi eolici. Su questo ha scritto numerosi testi. Ha anche un dottorato in ingegneria e alle spalle diverse collaborazioni con grandi aziende del settore eolico che fanno convenzioni con le università. Il mondo della ricerca in Italia è ancora caratterizzato dalla precarietà e ce lo spiega anche lui che ha un curriculum di grandissimo rispetto e una fama mondiale nella comunità scientifica. «La situazione è grave – commenta Astolfi – e il mondo della ricerca è sottodimensionato. C’è difficoltà a coprire i vari corsi ma dobbiamo ricordarci che se dottorandi e assegnisti, tutti precari, scomparissero sarebbe impossibile erogare la didattica. Il mondo della ricerca è fondamentale ma è sottofinanziato e presenta una selezione spietata».







