Si è conclusa a Terni la prima edizione del corso di difesa personale rivolto ai professionisti sanitari della Usl Umbria 2 e dell’azienda ospedaliera di Terni iscritti all’Ordine delle professioni infermieristiche. Un’iniziativa nata per offrire strumenti concreti di prevenzione e gestione delle situazioni di aggressione che, purtroppo, interessano con sempre maggiore frequenza il personale sanitario impegnato quotidianamente a contatto con il pubblico. L’iniziativa, realizzata nell’ambito del Piano unico della formazione regionale in sanità, è stata organizzata in stretta collaborazione tra Usl Umbria 2, OPI Terni e la Fijlkam Umbria – settore sanità, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza degli operatori attraverso un percorso teorico-pratico strutturato.
Sono stati quaranta i professionisti che hanno preso parte al corso, affrontando un percorso progressivo articolato su tre livelli – base, intermedio e avanzato – durante il quale hanno acquisito competenze sulla valutazione del rischio, sulla gestione delle situazioni critiche, sulle tecniche di de-escalation del conflitto e sulle metodiche di autoprotezione e contenimento, sempre nel rispetto delle normative vigenti. Il programma ha alternato lezioni teoriche e simulazioni pratiche. Tra i responsabili scientifici figurano il dottor Federico Montanari, presidente dell’Opi di Terni e dipendente della Usl Umbria 2, e lo psicologo Simone Maccaglia, istruttore del corso. La parte tecnico-operativa è stata affidata al professor Pompilio Attili, esperto del metodo globale di autodifesa (Mga), sistema riconosciuto e adottato in diversi contesti istituzionali per la formazione alla sicurezza personale. Coordinamento e segreteria didattica sono stati curati da Paolo Sgrigna.
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’Opi di Terni e dall’intero Consiglio direttivo per l’adesione registrata e per i risultati raggiunti. L’iniziativa rappresenta infatti una prima risposta concreta a un fenomeno sempre più preoccupante: quello delle aggressioni verbali e fisiche ai danni di medici, infermieri e di tutto il personale sanitario. Il progetto punta infatti non soltanto all’apprendimento di tecniche di difesa personale, ma soprattutto alla prevenzione, alla corretta valutazione del rischio, alla gestione della comunicazione e alla capacità di affrontare in sicurezza situazioni potenzialmente critiche, riducendo l’escalation dei conflitti. L’esperienza sarà ora replicata con una seconda e ultima edizione, già programmata per il prossimo ottobre, a conferma della volontà degli organizzatori di investire nella tutela degli operatori sanitari.







