di Giovanni Cardarello
Il numero è di quelli che fotografano un’emergenza sociale non più rinviabile: 1.519. Tante sono le persone anziane attualmente in lista d’attesa in Umbria per ottenere un posto convenzionato in una Residenza sanitaria assistenziale (Rsa). Il dato è emerso nel corso dell’ultima seduta del consiglio regionale, a seguito di un’interrogazione presentata da Nilo Arcudi (Umbria Civica).
La fotografia del sistema: tra invecchiamento e posti letto
A delineare i contorni di questa emergenza è stata la presidente della giunta regionale, Stefania Proietti, che ha evidenziato come l’Umbria debba fare i conti con un dato demografico ineludibile: gli ‘over 80’ rappresentano ormai il 9% della popolazione residente. Una statistica che si traduce in una pressione costante sulle strutture assistenziali e in una domanda di cura che non smette di crescere.
Entrando nel dettaglio tecnico dei numeri riportati da ‘La Nazione Umbria‘, il sistema regionale conta attualmente 2.247 posti letto accreditati. Tuttavia, di questi, solo 1.588 risultano effettivamente convenzionati (ovvero con costi a carico del sistema pubblico): una platea suddivisa tra i 733 posti della Usl Umbria 1 e gli 855 della Usl Umbria 2.
È proprio in questo scarto tra offerta convenzionata e bisogno reale che si annida la criticità delle liste d’attesa. Al 31 gennaio 2026 sono infatti 1.519 i cittadini in attesa di un inserimento: un ‘esercito’ di anziani e famiglie in sospeso, distribuito in modo pressoché omogeneo sul territorio regionale, con 708 richieste pendenti nell’area perugina (Usl1) e 811 in quella ternana e del sud dell’Umbria (Usl2). Anche l’impatto economico per le casse pubbliche è rilevante: la Regione copre una quota di 60 euro al giorno per ogni paziente, un impegno che nel solo 2024 ha comportato una spesa superiore ai 24 milioni di euro.
La strategia della giunta: raddoppio e nuovi progetti
La governatrice Proietti ha annunciato che la soluzione strutturale passerà per il nuovo Piano socio-sanitario, che prevede il raddoppio dei posti disponibili nelle strutture residenziali e semiresidenziali. In attesa del documento, la Regione punta su due pilastri: il progetto ‘Insieme’ (1,5 milioni di fondi Fse per l’integrazione intergenerazionale) e il progetto ‘Seneca’, mirato a sostenere la permanenza dell’anziano in famiglia e a fornire supporto concreto ai caregiver.
L’attacco di Arcudi: «Situazione drammatica»
Non si è fatta attendere la replica di Nilo Arcudi, che si è dichiarato «insoddisfatto» dalle rassicurazioni della giunta. Per il consigliere di opposizione, i tempi della politica non coincidono con quelli delle famiglie: «Il dato è preoccupante e drammatico. Non possiamo aspettare gli 11 mesi necessari per l’approvazione del Piano. Un posto letto privato costa tra i 2.600 e i 4 mila euro al mese, cifre insostenibili per la maggior parte dei cittadini. Le risorse derivanti dall’aumento della tassazione dovrebbero essere investite con determinazione proprio qui».






