di Francesca Torricelli
Un luogo simbolico per parlare di futuro: la biblioteca storica Arvedi-Ast ha ospitato, mercoledì 8 ottobre, l’incontro pubblico organizzato da Nemetria, l’associazione che da anni studia il rapporto tra etica ed economia. Ospite d’eccezione Jeffrey D. Sachs, uno degli economisti più influenti al mondo, docente alla Columbia University e voce di riferimento internazionale sui temi dello sviluppo sostenibile e della transizione ecologica.
A dialogare con lui Angelo Maria Petroni, vicepresidente di Nemetria. Il titolo dell’incontro, ‘La transizione verso l’energia pulita e la sostenibilità in Italia e in Europa’, ha trovato un contesto quanto mai coerente nella sede ternana: un luogo che rappresenta la storia dell’acciaio italiano, oggi parte del Gruppo Arvedi, tra i pionieri nella produzione di acciaio green.
Nel suo intervento Sachs ha tracciato una riflessione a tutto campo sui grandi temi che intrecciano energia, ambiente e geopolitica. «Dobbiamo pensare alle future generazioni, ha esordito. «L’Italia e l’Europa stanno vivendo una crisi energetica aggravata dalla guerra in Ucraina, che ha ridotto le forniture di gas naturale e di energia a basso costo. Ma non possiamo continuare a rispondere ai problemi globali con la logica dei conflitti e degli armamenti». Sachs ha ribadito che la via d’uscita non passa dall’escalation militare, ma da una rete energetica efficiente e condivisa, capace di garantire autonomia e sostenibilità. «Serve una diplomazia attiva: costa molto meno fare la pace che preparare la guerra».
Per l’economista americano, l’Europa deve guardare al lungo periodo e procedere con una graduale eliminazione dei combustibili fossili, investendo con decisione su energie rinnovabili e tecnologie a basse emissioni. «La crisi climatica è reale – ha sottolineato – e il riscaldamento globale accelera. È necessario trasformare l’attuale sistema energetico in un sistema più ecosostenibile, fermare la deforestazione e ridurre l’uso di petrolio e carbone». Sachs ha ricordato che molte delle tecnologie pulite, dal solare all’eolico, sono già commerciali, ma ancora costose e non sufficientemente integrate. Per questo, ha spiegato, serve una rete energetica europea sostenuta da grandi investimenti infrastrutturali e da finanziamenti internazionali, come quelli della Banca europea per gli investimenti. «Utilizzare le risorse per fare rete – ha detto – è la vera chiave per un futuro sostenibile».
Il messaggio finale di Sachs è stato netto: le risorse economiche devono essere orientate alla cooperazione, non al conflitto. «Non serve spendere in armamenti, ma costruire una rete energetica efficiente. I soldi si trovano con la diplomazia. Costa meno che fare la guerra». Parole forti, che hanno suscitato interesse e riflessione anche nel pubblico. Un intervento che ha ricordato come le scelte energetiche ed economiche non siano questioni tecniche, ma decisioni etiche e politiche che riguardano la sicurezza, la pace e la qualità della vita di tutti.






