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Home » Fallimento Ternana: le reazioni. Dal silenzio della Regione Umbria ai ‘like’ di Tedesco

Fallimento Ternana: le reazioni. Dal silenzio della Regione Umbria ai ‘like’ di Tedesco

La città sprofonda nel vuoto calcistico mentre la politica umbra sceglie la via del mutismo. Patto Avanti attacca Bandecchi

di Fabio Toni
13 Maggio 2026
in Calcio, Sport
Tempo di lettura: 5 minuti di lettura
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di Giovanni Cardarello

Alle ore 12 di martedì 12 maggio il sipario è di fatto calato sulle speranze della Ternana Calcio di restare nel calcio professionistico. Sebbene la ratifica tecnica arriverà soltanto mercoledì con la conferma dell’asta deserta, il verdetto è di fatto già scolpito sulla pietra. Di chi sia la colpa è tema di ampio dibattito. Di certo c’è che la Ternana era una creatura soffocata dai debiti, trascinata in una danza macabra tra politica e ‘affari’ e se si sia trattato di un omicidio premeditato, di un suicidio assistito o di una dolorosa eutanasia, saranno le carte e gli atti dei prossimi mesi a stabilirlo. Nel frattempo, resta il vuoto. E le reazioni.

Il silenzio di palazzo Donini

Nelle ore convulse del fallimento, ciò che colpisce è anche il silenzio della Regione Umbria. Mentre una delle realtà sportive e sociali più importanti del territorio si sgretola, da Perugia non arriva un sibilo. La presidente Stefania Proietti e la sua giunta sembrano aver scelto la linea del silenzio che a Terni viene percepito come l’ennesimo schiaffo dopo le battaglie (perse o mai giocate) su sanità e infrastrutture. Anche il simbolo identitario delle Fere viene lasciato naufragare senza una parola di conforto per la piazza.

Lo sfottò del Grifo: tra ‘requiem’ e sarcasmo

Se a Terni si piange, a pochi chilometri di distanza il clima è opposto. Le pagine social dei tifosi del Perugia sono diventate nelle ultime ore un fiume in piena fra beffa e sarcasmo. Sui gruppi storici del tifo biancorosso, come ‘Un venerdì da Grifoni‘, l’annuncio del fallimento è stato accolto con fotomontaggi feroci e commenti che non lasciano spazio alla solidarietà campanilistica. C’è chi pubblica ‘l’eterno riposo’ per i cugini rossoverdi, chi ironizza sulle promesse passate della presidenza Bandecchi parlando di ‘Derni come Dubai’ e chi, con meme creati dall’intelligenza artificiale, celebra il declassamento dei rivali verso i campi polverosi della serie D o dell’Eccellenza.

Non mancano però voci fuori dal coro: qualche tifoso del Grifo invita alla cautela, ricordando che il fallimento di una società storica è sempre una sconfitta per tutto il calcio nazionale, ma sono sussurri sommersi dal fragore degli sfottò di chi vede i rivali di sempre finire ‘a Narni Scalo’.

Il paradosso dei social: i ‘like’ di Tedesco

Mentre i tifosi scatenano le proprie reazioni fra bar e social, tra i vari post che annunciano la fine dell’era rossoverde non è sfuggito all’occhio attento dei supporter il ‘like’ di Giovanni Tedesco, l’allenatore del Perugia in carica, su una nota pagina Instagram di tifosi biancorossi. Nel post, come di ordinanza in queste ore, si ‘celebra’ il fallimento degli storici rivali e tra gli oltre 100 like compare quello di @giovannitedesco04, proprio lui il tecnico del Grifo. Un gesto che molti tifosi del Perugia esaltano mentre per Terni e i suoi tifosi sa di amaro sarcasmo. Probabilmente il naturale strizzare l’occhio alla propria parte. Soprattutto nel momento in cui la trattativa per il rinnovo del contratto che lo lega al Perugia come allenatore è ancora in fieri.

Striscione anti Bandecchi a palazzo Spada

Un futuro da scrivere (sulle macerie)

Alla fine della fiera la città dell’acciaio si interroga su cosa resterà del marchio, dei titoli e, soprattutto, dell’anima di una squadra che per decenni è stata uno dei principali collanti sociali. L’asta deserta – salvo colpi di scena – è solo l’ultimo atto formale di un dramma che la città stava recitando da tempo. Ora cala il buio, in attesa che qualcuno, tra le macerie, abbia il coraggio di riaccendere una luce che non sia quella dei riflettori di un tribunale.

Il Patto Avanti attacca Bandecchi

«La fine della storia calcistica della Ternana – la nota – rappresenta una ferita profonda per la città e per l’intero movimento sportivo cittadino. Un disastro che vede il sindaco di Terni Stefano Bandecchi come primo responsabile politico, economico e morale di questo fallimento. È ormai sotto gli occhi di tutti come Bandecchi abbia cinicamente utilizzato la Ternana come cavallo di Troia per la propria ascesa politica, strumentalizzando la passione dei tifosi per vincere le elezioni a sindaco di Terni. Una volta raggiunto l’obiettivo, ha lasciato dietro di sé una gestione dispendiosa e costi insostenibili che – volente o nolente – hanno gravato pesantemente sulle successive, in alcuni casi scellerate, gestioni del club. Il principale responsabile di questo disastro ha dimostrato colpevole ritardo nel gestire l’incompatibilità tra la carica di sindaco e la proprietà del club, pur di fronte a norme che parlavano chiaro, decidendo di liberarsi della Ternana solo all’ultimo momento. Scegliendo per giunta di affidare la gloriosa società rossoverde a figure di scarsa affidabilità economica, probabilmente pensando di poterle in qualche modo condizionare e manovrare nell’ombra.  Non pago, Bandecchi ha trascinato il Comune di Terni e la città tutta, in primo luogo quella fetta di tifosi che riponevano in lui fiducia e credibilità, in un vicolo cieco con il progetto “stadio-clinica”, un progetto folle e privo di solidità che ha cercato di imporre alla Regione. Nonostante i continui inviti a correggere la rotta e ritirare una determina palesemente illegittima per riportare il percorso sui corretti binari amministrativi, il sindaco di Terni è rimasto arroccato sulle proprie posizioni fino allo scontato esito negativo del Tar. La guerra propagandistica scatenata contro la Regione è stata solo un maldestro tentativo di occultare le proprie inadempienze. Nonostante i ripetuti inviti della Regione a ritirare la determina e procedere nel percorso che poi avrebbe indicato il Tar – cosa che il Comune di Terni sta facendo solo ora dopo la prevedibile sentenza del Tar – Bandecchi ha usato quei mesi per alimentare lo scontro con la Regione solo per consenso politico personale. Il risultato odierno – una cordata dissolta e un’asta deserta di fronte ad un fardello di debiti e penalizzazioni – è la tragica conclusione di una gestione accecata dall’ambizione personale di cui Bandecchi dovrebbe assumersi la completa e totale responsabilità sotto il profilo politico, economico e morale».

Sinistra Italiana-Avs Terni

«La Ternana piegata agli interessi personali. Oggi la città paga il prezzo di anni di propaganda e scelte irresponsabili. Il crollo della Ternana Calcio non è una fatalità né un evento imprevedibile. È il risultato di anni nei quali una delle realtà sportive più simboliche della città è stata progressivamente trasformata in uno strumento di consenso politico e di interessi privati. La gestione della società, sin dagli anni della Presidenza Bandecchi, ha mostrato pesanti elementi di squilibrio e di disallineamento tra entrate ed uscite. La perdita di esercizio 2021 è stata di oltre 11 milioni, la perdita di esercizio 2022 è stata di 13 milioni e 200 mila euro, la perdita di esercizio (chiusura al 30 Giugno quindi totale responsabilità Bandecchi) è stata di 19 milioni. Perdite ripianate, più o meno completamente dall’azionista, ma testimonianza palese di una insostenibilità dei conti nel breve e nel lungo periodo. La società rossoverde è stata trascinata dentro una dinamica nella quale l’interesse generale si è troppo spesso confuso con interessi economici e imprenditoriali privati. Il progetto Stadio clinica ha sempre rappresentato un intreccio profondamente problematico e discutibile tra funzioni pubbliche e interessi privati. Lo abbiamo denunciato per anni, da ultimo con un esposto alla Prefetta di Terni, spesso nel silenzio generale, evidenziando i rischi di un’operazione che pretendeva di costruire un grande centro commerciale con annesso stadio di calcio attraverso le entrate di una clinica convenzionata, sottraendo risorse alla sanità pubblica e togliendo posti, investimenti e servizi agli ospedali pubblici per trasferirli ai privati, peggiorando così le possibilità di cura per i cittadini. L’operato di Stefano Bandecchi ha gettato un’ombra pesantissima sulla imparzialità dell’operato del Comune, e la sentenza del TAR ha sancito l’illegittimità di quel procedimento amministrativo. Dopo la sua elezione a Sindaco, ha tentato in tutti i modi di mantenere il controllo sulla Ternana Calcio, nonostante la conclamata incompatibilità. Ed è plausibile che, dopo le sue dimissioni, i successivi passaggi di mano della proprietà siano stati condizionati dalla ricerca della disponibilità a sostenere il progetto che interessava Bandecchi, piuttosto dalla ricerca di una compagine solida economicamente e qualificata sotto il profilo gestionale. Oggi Terni perde quella che è stata, per tanto tempo, la sua realtà sportiva più importante, con un grande radicamento popolare e identitario. Chi ha governato questa stagione non può scaricare altrove le responsabilità. Stefano Bandecchi è stato il principale protagonista politico di questa vicenda ed è il primo responsabile del disastro che ha trascinato la Ternana Calcio fuori dal calcio professionistico».

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