Lo scorso ottobre – parliamo di una donna di 64 anni e del figlio di 25 residente nella zona di Bolsena (Viterbo) – erano stati arrestati dai carabinieri di Montecchio per una tentata rapina ai danni di un commerciante del paese. A distanza di qualche mese, è arrivata la sentenza del tribunale – gip Francesco Maria Vincenzoni con le modalità del rito abbreviato – che ha condannato il giovane a due anni di reclusione e assolto la donna.
In aula, l’accusa aveva chiesto per loro – difesi dall’avvocato Andrea Solini Colalé – condanne pari a 3 anni e 4 mesi per il 25enne e di 1 anno e 4 mesi per la madre. Nella sentenza, il figlio si è visto riconoscere le attenuanti generiche ma, contestualmente, è stato condannato a risarcire l’esercente di Montecchio – parte civile attraverso l’avvocato Enrico Sborra – con 5 mila euro.
La mattina del 3 ottobre 2025 un soggetto, che indossava grandi occhiali da sole e giacca con cappuccio – era entrato nell’alimentari, prima chiedendo un panino e poi chiarendo, nel giro di poco, le sue vere intenzioni. Armato di un coltello, dopo aver intimato al commerciante di consegnarli i soldi, era fuggito anche a seguito della reazione di quest’ultimo che, per tramite di un altro commerciante presente in piazza, era riuscito anche a prendere numero della targa e modello dell’auto usata per la fuga. Il resto lo avevano fatto i carabinieri, con le indagini-lampo e l’arresto. E ora la sentenza che ha visto una assoluzione e una condanna, con l’imputato che, alla luce delle motivazioni, deciderà se impugnare la decisione in appello o farla passare in giudicato ottenendo la riduzione di un sesto della pena.






