di Giovanni Cardarello
Ci sono traguardi scolastici che superano di gran lunga il semplice valore di un titolo di studio, trasformandosi in simboli di riscatto, amore e resilienza. È la storia di Salvatrice Librizzi, per tutti Salvina, che a 57 anni siede tra i banchi del corso serale dell’istituto tecnico economico ‘F. Scarpellini’ di Foligno per affrontare l’esame di maturità. Un obiettivo inseguito non per ambizione personale, ma per mantenere una promessa solenne.
La storia la racconta ‘Il Corriere dell’Umbria‘ in un articolo di Alessandra Cristofani. Nel 2022 la vita di Salvina si era bruscamente fermata. Un improvviso infarto le aveva strappato il figlio Calogero, giovane laureato in chimica, che era stato da sempre il primo a spronarla a rimettersi in gioco e a ripeterle che non è mai troppo tardi per studiare. Quel dolore immenso l’aveva inizialmente sprofondata nel mutismo del dolore. Poi, la svolta emotiva: la decisione di ritornare sui banchi, trovando nello studio un’ancora di salvezza, una via di catarsi per trasformare il vuoto in memoria viva.
La promessa a Calogero
«L’avevo promesso a lui» racconta Salvina a ‘Il Corriere dell’Umbria‘. «Questo diploma che sogno di stringere tra le mani sarà dedicato a mio figlio, che non ha mai smesso di credere nelle mie capacità, anche quando tutto sembrava remare contro». Accolta dai compagni di classe più giovani come una sorella maggiore e supportata dal marito e dall’altro figlio minore, Salvina ha superato con coraggio ogni ostacolo. Nel suo percorso d’esame ha scelto di inserire una profonda riflessione sul ponte tibetano di Sellano, recentemente attraversato: una metafora perfetta di un viaggio interiore vissuto tra paura ed emozione, un omaggio allo spirito libero del figlio scomparso.
Il traguardo della maturità non sarà un punto di arrivo. Salvina ha già le idee chiare per il futuro: vuole iscriversi a un corso di informatica e seguire le lezioni dell’università della Terza Età. A chiunque stia attraversando un dramma simile, lancia un messaggio limpido e potente: «Non mollare mai. Anche quando sembra impossibile andare avanti».
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