di Carlo Favetii
Questa volta il viaggio ci conduce in alta quota, tra montagne, gole frastagliate, pinete verdeggianti e immensi pascoli dove gli armenti si muovono silenziosi. Qui il lupo continua a ululare alla luna nelle fredde notti stellate, mentre le volpi si aggirano indisturbate in un ambiente dove regnano pace e quiete. In primavera l’aria si riempie del profumo delle erbe spontanee; in estate di fieno e di fiori.
Gavelli, antico castello dell’alta montagna umbra, nel territorio comunale di Sant’Anatolia di Narco, appare come un piccolo gioiello addormentato tra i monti Coscerno e Civitella. Per la sua posizione strategica, il borgo controllava importanti vie di collegamento montane tra Umbria, Lazio, Abruzzo e Marche. Fin dall’antichità fu legato alla città di Spoleto, seguendone le vicende storiche sin dai tempi del Ducato longobardo.
Il paese conserva ancora oggi la propria autenticità, nonostante il progressivo spopolamento che caratterizza gran parte dei borghi appenninici. Durante la stagione estiva, tuttavia, le sue strade tornano a popolarsi di turisti e di tanti originari del luogo che rientrano per trascorrere le vacanze nel paese natale, attratti dal clima fresco e dall’aria pura.
Situato a 1.152 metri sul livello del mare, Gavelli è una rinomata località climatica e custodisce numerose cappelle ricche di affreschi e testimonianze artistiche, disseminate sia all’interno dell’abitato sia nel territorio circostante. Tra queste spicca la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, autentico scrigno d’arte che conserva importanti opere attribuite a Giovanni di Pietro, detto lo Spagna, e alla sua scuola.






