di Giovanni Cardarello
Il 4 settembre 2025 è una data che passa di diritto alla storia, almeno quella dei nostri tempi attuali. Giovedì 4 settembre, infatti, è il giorno in cui è finita una parabola terrena, diventata leggenda. Parliamo di Giorgio Armani, Re Giorgio per tutti, e della sua scomparsa avvenuta a Milano all’età di 91 anni. La scomparsa di quella che, in effetti, era già a tutti gli effetti una leggenda vivente. Solo per citare il freddo dato economico, ricordiamo che Il fatturato consolidato del Gruppo Armani, per l’anno 2024, è stato di 2,3 miliardi di euro.

Ma, spaziando nell’immensa opera di Armani, non possiamo non parlare della rivoluzione del concetto di eleganza, della nascita e dello sviluppo dello stile minimalista, sobrio e al tempo stesso estremamente sofisticato, che segna tutt’oggi la moda a livello globale. Per non tacere dell’impatto diretto e dell’egemonia culturale che esercita nel settore. Un’egemonia passata anche per eventi globali come la realizzazione dei completi indossati da Richard Gere nel film ‘American Gigolò’ del 1980 e la comparsa, nel 1982, sulla copertina del ‘Time Magazine’.
Tutti elementi che hanno contribuito a creare un vero e proprio impero fatto di linee iconiche come Emporio Armani, Armani Jeans, Armani Privé, Armani Junior, Armani/Casa, Armani/Hotel e di un patrimonio personale di 12,1 miliardi di dollari. Un impero che, ed è davvero una curiosità poco nota, ha preso le mosse dell’Umbria e precisamente dal capoluogo di regione, Perugia. Come riporta ‘Il Corriere dell’Umbria‘ in un articolo a firma di Pietro Paolo Savini e Anna Lia Sabelli Fioretti, prima di diventare ‘Re Giorgio’, Armani ebbe un legame importante con Perugia.
Proprio a Perugia, infatti, mosse i primi passi da stilista collaborando con Umberto Ginocchietti da cui «apprese i rudimenti del mestiere». Umberto Ginocchietti è stato il pioniere del cashmere e del ‘made in Umbria’, un imprenditore visionario e capace di fondare stabilimenti a Solomeo, Ponte Felcino, Valfabbrica e Colombella. L’azienda di Ginocchietti gestiva l’intero ciclo di produzione, dalla materia prima al capo finito, ed ha vestito top model di fama internazionale come Claudia Schiffer e Cindy Crawford.
Giorgio Armani approda in Umbria nel 1972 (e vi rimane fino al 1974) dopo aver interrotto gli studi in medicina (nel 1957) e dopo aver iniziato la propria carriera lavorativa come vetrinista e buyer per i grandi magazzini ‘La Rinascente’ di Milano. Il rapporto di Armani con Perugia prosegue nel biennio 1974-1975 nella collaborazione con Fernando Ciai. Collaborazione interrotta per divergenze amministrative nell’anno in cui viene fondata, insieme al suo socio e compagno di vita Sergio Galeotti, la Giorgio Armani Spa a Milano. Il resto è storia, anzi, come accennato in precedenza, leggenda. Una leggenda destinata a proseguire nel tempo e nello spazio.






