Il documento è pesante. Pesantissimo. A produrlo è Geu – il Gruppo editoriale Umbria – editore di quel Giornale dell’Umbria dichiarato fallito il 18 maggio scorso dal tribunale di Perugia. E, oltre a chiedere alla Corte di appello si annullare quella sentenza, contiene accuse gravi nei confronti di giornalisti che in quel quotidiano hanno lavorato.
Lavoratori ‘tutelati’ Il documento presentato è, ovviamente, molto articolato, ma un punto in particolare è da sottolineare, in quanto riguarda i giornalisti finiti nel tritacarne che si è rivelata questione: perché dopo aver fatto notare che «la sentenza di fallimento viola la par condicio creditorum», Geu dice che «il tribunale di Perugia ha evidenziato che i debiti consolidati di Geu ammontano ad 784.000 euro. Tuttavia, il giudice di prima istanza non ha evidenziato che tale debito in bilancio equivale a quello degli ex dipendenti. Emerge dalle buste paga che le voci non saldate sono esclusivamente il Tfr. Ed i crediti degli ex lavoratori sono crediti privilegiati, che avrebbero meritato diversa tutela da parte del tribunale». In buona sostanza, dice Geu, nella peggiore delle ipotesi – che peraltro viene esclusa – «il Tfr sarà corrisposto dal fondo di garanzia dell’Inps».

Le accuse Ma poi c’è dell’altro, perché dopo aver ricordato che «gran parte degli ex lavoratori lavora in pianta stabile» in un altro quotidiano «e quindi sono percettori di reddito», mentre «i restanti comunque, che non hanno trovato impiego, sono sostenuti dallo Stato con il sussidio di disoccupazione per almeno 16 mesi»; Geu scaglia parole pesantissime, in particolare, contro quattro giornalisti, «i quali si sono resi protagonisti di operazioni di sabotaggio operativo della società con avvio di attività in concorrenza diretta con quelle contrattualizzate e pagate dal Gruppo editoriale Umbria 1819, trafugamento di dati e archivi, utilizzo di infrastrutture aziendali per finalità proprie e per attività in concorrenza».
La battaglia legale Appare chiaro, insomma, che il livello dello scontro adesso si alza – o si abbassa, questione di punti di vista – di livello: inevitabile pensare che dovranno essere coinvolti anche gli organismi di categoria.






