di Giovanni Cardarello
Dopo otto secoli di attesa, è giunto il momento della prima venerazione pubblica e prolungata delle spoglie mortali di San Francesco d’Assisi. Morte che, ricordiamo, avviene la sera del 3 ottobre 1226 alla Porziuncola. Con la solenne traslazione della teca dalla cripta alla chiesa inferiore della basilica, presieduta dal cardinale Àngel Fernandez Artime, ha ufficialmente preso il via un evento che segna nel profondo la storia della cristianità e dell’Umbria. Fino al prossimo 22 marzo, Assisi si trasformerà nel cuore pulsante di un pellegrinaggio globale, offrendo un’opportunità unica per riflettere sul messaggio di pace e fraternità del poverello.
L’ostensione: un messaggio oltre la devozione
Per la prima volta nella storia il corpo del santo sarà visibile a tutti, rappresentando quello che i frati del sacro convento definiscono un «dono straordinario». Non si tratta di un semplice evento religioso, ma di un invito profondo alla preghiera e alla cura del creato. Come sottolineato da fra Giulio Cesareo, direttore dell’ufficio comunicazione della basilica, l’ostensione ci ricorda che da una vita donata può nascere una fecondità inaspettata, chiamando fedeli e società civile a farsi costruttori di pace in un momento storico complesso.
Come partecipare: il sistema di prenotazione
L’accesso alla venerazione è stato pensato per essere un percorso accessibile a chiunque, ma per garantire un afflusso ordinato e un clima di raccoglimento, è necessaria la prenotazione online gratuita attraverso il sito ufficiale sanfrancescovive.org. Al momento della registrazione i pellegrini possono scegliere tra due diverse esperienze: la visita individuale, per chi cerca un momento di silenzio personale, oppure la visita in gruppo accompagnata da un frate. Quest’ultima modalità, disponibile in italiano, inglese, spagnolo, tedesco e polacco, offre una mediazione spirituale e storica profonda lungo il cammino verso le spoglie.
Muoversi ad Assisi: il piano per accogliere migliaia di pellegrini
Per gestire l’ondata di visitatori attesa, Busitalia e la Regione Umbria hanno messo in campo una strategia di mobilità potenziata che punta sulla sinergia tra treno e autobus. I collegamenti tra la stazione di Santa Maria degli Angeli e il cuore della città saranno continui: corse ogni 20 minuti nei feriali e ogni 15 minuti nei weekend. Fino al 3 maggio, inoltre, torna in strada la Linea E, il bus strategico che collega piazza Unità d’Italia ai luoghi dell’anima più suggestivi, come San Damiano e l’Eremo delle Carceri.
Parcheggi e navette: la strategia per un’Assisi ‘senza auto’
La macchina dell’accoglienza messa a punto dal Comune non lascia nulla al caso, con percorsi studiati su misura per chi arriva in pullman, in auto o necessita di accessi facilitati per disabilità. Il cuore del piano è la riduzione dell’impatto ambientale nel centro storico: nei giorni di massima affluenza entreranno in funzione oltre 150 navette speciali. Questi collegamenti faranno la spola tra i principali parcheggi di interscambio e la basilica, garantendo sicurezza e fluidità. Un modello di gestione che punta a trasformare l’ottavo centenario in un esempio di spiritualità moderna e sostenibile.






