di Gianni Giardinieri
‘Botti’ di fine anno anticipati di un giorno in casa Ternana, dopo la notizia del reintegro di Diego Foresti (ex direttore generale delle Fere ora di nuovo in via della Bardesca in qualità, stavolta, di ‘direttore responsabile dell’area tecnica’). Cambi di organigramma che, con ogni probabilità, sono destinati a proseguire. L’unica certezza del vecchio quadro dirigente è mister Fabio Liverani, paradossalmente colui la cui posizione era maggiormente in bilico fino a poche settimane fa. Allontanati Tiziana Pucci, ex amministratore unico, e Massimo Ferrero (contratto definito dalla famiglia Rizzo, lo ricordiamo, «onerosissimo» e «fiabesco»), con termini e condizioni ancora tutte da capire. Così come da capire è il futuro spazio operativo di Giuseppe Mangiarano, attuale direttore generale, e Carlo Mammarella, direttore sportivo.
Per il primo, da sottolineare che l’immagine apparsa martedì, in cui era a pranzo con ‘er viperetta’ presso un noto ristorante cittadino, avrebbe ‘immortalato’ un incontro finalizzato a trovare un accordo per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con l’ex presidente della Sampdoria, anche se restano comunque una serie di incertezze.
Per il secondo, il proseguimento del rapporto di lavoro è tutto da capire, anche se – allo stato – nessuna comunicazione più e meno formale è giunta all’attenzione del direttore sportivo, che continua ad operare secondo gli obiettivi a suo tempo fissati. Carlo Mammarella ha sicuramente ben operato durante questi mesi, in special modo nel periodo estivo, quando alla ripresa della stagione agonistica di fatto era l’unico, insieme a Liverani e all’ex addetto stampa Lorenzo Modestino, a tenere la barra dritta, in un contesto pre-fallimentare. Ora, però, gli equilibri sembrano radicalmente mutati. Da considerare, infine, che la figura di Diego Foresti è certamente ‘ingombrante’, nel senso che la personalità e la voglia di incidere dell’ex direttore generale non passano inosservate. Come cantava Franco Califano in ‘Capodanno’: «Manco so bene dove […] con tante idee confuse da ordinare».






