Secondo una relazione pubblicata dall’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), in riferimento all’anno 2013 e pubblicata da Il Sole 24 Ore, l’inquinamento atmosferico «continua ad essere responsabile di oltre 430 mila morti premature in Europa». Terni, in questo, continua ad essere protagonista. Perugia se la passerebbe meglio.
«Una lavanderia» Un tema che fa discutere, sia a livello locale che regionale, e che alcuni giorni fa è stato oggetto a Terni di un’assemblea in cui il dottor Armando Mattioli, responsabile della sicurezza sui luoghi di lavoro dell’area nord della Usl2, ha presentato ‘un aggiornamento dell’impatto sanitario nell’anno 2015 della situazione epidemiologica e valutazione dell’impatto sanitario degli inquinanti ambientali nel Comune di Terni’.
In Europa Per la salute umana gli inquinanti più problematici sono il particolato (Pm), l’ozono troposferico (O3) e il biossido di azoto (NO2). Le stime dell’impatto sulla salute associato all’esposizione di lungo termine al Pm2,5 (polveri ultrasottili, Pm10 sono le polveri sottili, ndr) mostrano che questo inquinante «è responsabile di 432 mila morti premature in Europa nel 2012, un livello analogo alle stime degli anni precedenti».
A Terni il livello di Pm10 nel 2013 è stato considerato «allarmante», in una scala da 0 a 100, la provincia umbra si attesta a 64.50. Valori «nella norma», invece, per il biossido di Azoto (sempre nel 2013), con 22,80 in una scala da 0 a 60.






