Liste di attesa in sanità: arriva il piano straordinario per l’abbattimento

I motivi, i dati e le cifre di uno dei servizi in maggiore sofferenza erogati dalla Regione Umbria

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di Giovanni Cardarello

A meno di otto mesi dal voto per l’elezione del presidente della Regione Umbria e del contestuale rinnovo del consiglio regionale, la giunta guidata da Donatella Tesei, ha deciso di prendere di petto uno dei servizi in maggiore sofferenza erogati dall’ente. Parliamo, e non poteva essere altrimenti, delle liste di attesa per l’erogazione delle prestazioni sanitarie. Liste di attesa che, nel tempo, sono cresciute a dismisura andando a detrimento tanto della cura quanto della prevenzione dei cittadini dell’Umbria.

Un danno economico e sociale di notevole entità. Un danno che peraltro è figlio diretto e legittimo della gestione dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia da coronavirus Covid-19. Al fine di aggredire questo problema nella giornata di ieri, a Palazzo Donini, c’è stato un confronto, invero molto serrato, al quale hanno partecipato il presidente della Regione Umbria, l’assessore preposto, Luca Coletto, il direttore regionale, Massimo D’Angelo e i direttori delle aziende ospedaliere e dell’Usl.

E la montagna dell’incontro stavolta non ha partorito il classico topolino. Anzi. Dal confronto, infatti, è uscita la comunicazione riguardante la scelta di redigere, entro il mese di febbraio, di un Piano straordinario per l’abbattimento delle liste di attesa. Il piano può essere scritto, finanziato e reso operativo grazie dal fatto che negli ultimi tempi sono state abbattute circa 80.000 prestazioni sanitarie in lista di attesa. Prestazioni accumulate prima del maggio del 2023. Oltre all’aumento del 65% dell’uso dello strumento del sistema Smart Cup.

Tutto questo è stato possibile grazie al grande lavoro degli operatori preposti, basti pensare che nei primi due mesi del 2024 la produttività per le prestazioni specialistiche, rispetto ai primi due mesi 2023, è salita del 10%. Anche se si attesta ancora al meno 10% rispetto al 2019. E, come accennato, è stato proprio il periodo della gestione emergenziale ad aver generato l’accumulo di circa 54.000 prestazioni non evase. Periodo nel quale il precedente piano per lo smaltimento delle liste di attesa è stato sospeso.

Va inoltre posto l’accento sul fatto che l’accumulo di 27.000 prestazioni è dovuto alla scelta politica di effettuare nel territorio di appartenenza le prestazioni per le persone fragili e per le persone over sessantacinque. Mantenendo cosi saldo il principio di prossimità. Il piano che sarà redatto metterà in campo circa 9 milioni di euro per il 2024, risorse che sono quasi doppie rispetto a quelle destinate nel 2023. Da segnalare, infine, che il direttore D’Angelo, al fine di calibrare la distribuzione delle risorse in maniera appropriata per ogni azienda, ha chiesto alle stesse di conoscere l’esatta produttività, ordinaria e aggiuntiva (cosiddetta codice 56) per ogni linea di attività. E soprattutto che la presidente Tesei ha chiesto di procedere urgentemente anche all’attivazione di bandi per l’assunzione di personale sanitario e di ipotizzare anche open day delle strutture sanitarie per erogare le prestazioni in lista d’attesa.

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