
Migliaia di visualizzazioni, diversi like, commenti, condivisioni. Fa discutere il video – realizzato con l’intelligenza artificiale – postato dalla pagina Facebook ‘Terni Migliore’, che immortala la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, inseguita da una folla inferocita di cittadini ternani che, cartelli in mano e pure una bandiera tricolore, la rincorrono per le vie di una città immaginaria, finché la presidente non riesce a ‘rintanarsi’ in uno stabile con su scritto ‘Perugia’. Video che, peraltro, si apre con il ‘sottopancia’ Terni merita rispetto (scritta che nei cartelli appare anche con il refuso ‘merdita’).

Non è passato inosservato, come detto, tanto che la parlamentare di AVS Elisabetta Piccolotti è intervenuta duramente, lunedì mattina, con un comunicato stampa in cui parla di «una trovata da trogloditi, resa ancor più grave dal fatto che chi l’ha diffusa ricopre anche un ruolo politico: coordinatore provinciale delle politiche del lavoro giovanile per Alternativa Popolare, il partito di Bandecchi (e già questo basterebbe). Torniamo a chiedere al Governo – prosegue la deputata rossoverde – come abbiamo già fatto quando circolarono i video deepfake su Ilaria Salis e Giovanni Donzelli, norme stringenti per impedire che volto, voce e immagine delle persone vengano utilizzati senza consenso. Presenteremo un’interrogazione parlamentare su questa vergognosa vicenda».
Parole cui si aggiungono quelle di Fiorella Zabatta (co-portavoce nazionale di Europa Verde), secondo la quale «il video deepfake che ritrae la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, costretta a una fuga simbolica verso Perugia, non è satira, ma un atto di profonda gravità politica. È un attacco che mira a delegittimare un’avversaria e le istituzioni che rappresenta. Vedere l’immagine di una presidente manipolata con l’intelligenza artificiale per simulare una ‘cacciata’ dalla città – osserva Zabatta – è un messaggio intimidatorio e pericoloso che avvelena il dibattito democratico ben oltre i confini di Terni».
Per la parlamentare del Movimento 5 Stelle, Emma Pavanelli, «il video deepfake diffuso da un esponente di Alternativa Popolare, il partito del sindaco Bandecchi, non è satira né espressione di dissenso politico: è un atto grave, pericoloso e sintomo di una preoccupante deriva. Avevamo avvertito che senza regole chiare e strumenti di tutela questi fenomeni sarebbero esplosi, ma la destra ha scelto di ignorare il problema e ha respinto i nostri emendamenti al decreto IA. Oggi vediamo le prime conseguenze».






