di Mariachiara Manopulo
A nove anni esatti dal terremoto che la distrusse, la basilica di San Benedetto torna a vivere. Giovedì 30 ottobre, data simbolica e profondamente sentita per la città e per tutta l’Umbria, si riapriranno le porte di uno dei luoghi più amati e riconosciuti della spiritualità europea.
Il sisma del 30 ottobre 2016 aveva ridotto la basilica di San Benedetto a un cumulo di macerie, ferendo nel profondo Norcia e l’intera Valnerina. Oggi, grazie a un lavoro di restauro meticoloso e di altissima qualità, il monumento può finalmente tornare a essere un punto di riferimento religioso, artistico e morale.
«Quello di domani sarà un momento importante per l’Italia ma anche per l’Europa, visto che San Benedetto è il patrono del continente. Mi devo complimentare con chi, in una logica di squadra e di gruppo, ha consentito questo risultato che è una pietra miliare della ricostruzione», ha dichiarato il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.
L’intervento di ricostruzione è stato affidato alla Cobar Spa, una delle principali imprese italiane specializzate nel restauro del patrimonio storico e culturale. Fondata nel 2007 da Vito Matteo Barozzi, l’azienda vanta esperienze prestigiose come il restauro del Colosseo, della Reggia di Caserta, del Teatro San Carlo di Napoli e del Petruzzelli di Bari.
Il progetto di Norcia, particolarmente complesso, è stato portato a termine con due mesi di anticipo rispetto al cronoprogramma originario, che prevedeva la conclusione dei lavori a dicembre 2025. L’intervento ha seguito fedelmente le proporzioni volumetriche originali dell’edificio, ricostruendo con precisione gli elementi architettonici e decorativi sulla base di approfondite analisi metriche e storiche.
Tra i lavori più significativi, il restauro delle facciate esterne, il rifacimento dei pavimenti, la ricostruzione del soffitto della navata, della cantoria e del portico delle misure, la riqualificazione dei serramenti, il rifacimento integrale degli impianti idraulici, elettrici e tecnologici, un nuovo sistema di illuminazione per valorizzare gli spazi interni, il raggiungimento della completa accessibilità per tutti i visitatori. Particolare attenzione è stata riservata alla ricostruzione di archi, volte e del campanile, realizzati con le stesse tecniche costruttive dell’epoca, utilizzando mattoni pieni e conci di pietra.
Come ha spiegato Vito Barozzi, fondatore di Cobar Spa, «la ricostruzione della basilica di San Benedetto a Norcia è stata una esperienza unica perché, prima di tutto, abbiamo recuperato l’80% del materiale rinveniente dal crollo, con una selezione fedele di tutti i materiali. E poi soprattutto perché abbiamo adottato le tecniche utilizzate nel 1400: fedelmente abbiamo ricostruito l’intera basilica con le tecniche antiche. Questo ha destato anche molto interesse da parte dei progettisti e del direttore dei lavori, i quali ci hanno seguito passo dopo passo per vivere con noi questa esperienza particolare e unica».
Barozzi ha poi aggiunto: «Il recupero della basilica resterà per molto tempo nella nostra memoria, perché la certezza di aver contribuito a risanare una ferita non solo storica e fisica, ma anche morale e spirituale, ci riempie di orgoglio e soddisfazione. Il magnifico luogo di preghiera dedicato al santo patrono d’Europa viene restituito alla collettività e torna a vivere, pronto a mostrarsi in tutta la sua bellezza a chi verrà da ogni parte del mondo».
La riapertura della basilica di San Benedetto non è solo un traguardo architettonico, ma un segno di speranza per l’intera comunità. A nove anni dal sisma, Norcia ritrova il suo cuore spirituale e culturale: un simbolo della capacità dell’Umbria di rialzarsi, di credere e di ricominciare.






