di S.F.
C’è il «perdurare della necessità indifferibile di assicurare il mantenimento e la continuità delle attività clinico-assistenziali e i livelli essenziali di assistenza riferiti a diverse strutture/servizi aziendali». Nonché la necessità di «scongiurare e prevenire situazioni di interruzione di pubblico servizio»: sono le ragioni che hanno portato la Usl Umbria 2 a prorogare il contratto di 48 medici in pensione. La firma del direttore generale Roberto Noto è del 2 aprile.

Si arriva a questo punto per un semplice motivo: «L’azienda ha attivato numerose procedure per il reclutamento di personale medico (avvisi, concorsi e mobilità), che non hanno tuttavia consentito di soddisfare il fabbisogno aziendale». Nel contempo sono arrivate varie note: dal direttore facente funzioni del distretto di Orvieto, dal collega del PO di Norcia, del vertice del distretto di Foligno e anche del direttore sanitario aziendale Alfredo Notargiacomo.
Da qui la necessità di prorogare i contratti libero professionali e CoCoCo già stipulati con le decine di professionisti coinvolti. Con termine previsto al 30 giugno del 2026. Ciò «nelle more dell’emissione di apposito avviso pubblico per manifestazione di interesse rivolto a medici laureati o specialisti collocati in quiescenza». Firmano anche il direttore dell’amministrazione del personale Anna Rita Ianni e il responsabile dell’area giuridica personale Maurizio Parroni.






