Due modi diversi di guardare il mondo, due sensibilità artistiche apparentemente distanti, ma capaci di incontrarsi nello stesso spazio e nella stessa domanda: cosa significa essere umani? È questo il filo che unisce le opere di Mario Napoletti e Gladys Maria de la Raba, protagoniste della mostra allestita nella sala espositiva bctLab di Terni, la cui apertura è stata prorogata fino al 28 giugno.
«La risposta positiva del pubblico -spiegano – ha portato a concedere qualche giorno in più per visitare un percorso espositivo che non propone semplicemente una raccolta di opere, ma un confronto tra visioni». Da una parte l’universo immaginifico di Napoletti, dall’altra la ricerca intima e quotidiana di de la Raba: due prospettive diverse che finiscono per raccontare la stessa esigenza, quella di fermarsi a osservare.
Con la serie ‘Mondi paralleli’, Mario Napoletti accompagna il visitatore in uno spazio sospeso tra mito, memoria e sogno. Le sue grandi tele sono popolate da figure simboliche, paesaggi immaginari e richiami a un passato che non è mai davvero lontano. La natura diventa memoria collettiva, mentre le immagini sembrano interrogare chi guarda più che offrire risposte definitive. Un viaggio nell’altrove che trova il suo contrappunto nelle opere di Gladys Maria de la Raba, raccolte nel progetto ‘Caffè – Emozioni – Fragilità’. Quindici piccoli dipinti realizzati su cartone da imballo raccontano altrettanti momenti vissuti nel quotidiano: un caffè bevuto nel 2026, in luoghi diversi tra Terni, Scheggino e altri angoli della vita di tutti i giorni. Orari, prezzi, scontrini diventano parte integrante dell’opera, trasformando un gesto semplice e abituale in una riflessione sul tempo e sulla memoria. Il cucchiaino che gira nella tazzina, un momento apparentemente insignificante, diventa così una traccia dell’esistenza, un frammento capace di raccontare emozioni e fragilità.
La mostra invita quindi il pubblico «a rallentare e a guardare oltre la superficie delle immagini. Perché un’opera non si completa soltanto nella mano dell’artista, ma anche nello sguardo di chi la osserva: è nell’incontro con il visitatore che un quadro diventa esperienza, riflessione e, in qualche modo, specchio». Mario Napoletti e Gladys Maria de la Raba hanno scelto inoltre di essere presenti durante il percorso espositivo, trasformando la visita in un dialogo diretto con il pubblico e accompagnando i visitatori alla scoperta delle storie e delle domande che si nascondono dietro ogni lavoro. L’esposizione è visitabile gratuitamente nel bctLab, in piazza della Repubblica a Terni, fino al 28 giugno 2026.







