In occasione della Giornata internazionale dell’infermiere 2026, giovedì 18 maggio, l’OPI di Terni ha organizzato l’evento intitolato ‘Oltre la tecnica: emozioni in scena nella pratica infermieristica di oggi’, tenutosi nel pomeriggio presso la ‘sala del camino’ del complesso Usl2 Le Grazie di Terni. Responsabile scientifico era il dottor Paolo Sgrigna. Di seguito l’intervento e le riflessioni del presidente dell’OPI di Terni, Federico Montanari.
di Federico Montanari
Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Terni
Oggi Viviamo un mondo che cambia rapidamente. Le competenze tecniche sono fondamentali, certo. Studiare, specializzarsi, conoscere strumenti e tecnologie è indispensabile. Ma c’è una domanda che dobbiamo porci: cosa distingue davvero una persona preparata da una persona capace di affrontare il futuro? La risposta sta nelle soft skills.
Puoi essere molto bravo nelle pratiche infermieristiche ma se non sei capace di comunicare con chiarezza, lavorare in gruppo, gestire il tempo, risolvere problemi, adattarti ai cambiamenti, ascoltare gli altri, avere empatia, spirito critico e leadership, non riuscirai mai a svolgere la nostra professione al massimo. Queste non sono qualità ‘secondarie’: sono competenze concrete che determinano il modo in cui affrontiamo le sfide quotidiane.
Pensiamo a un grande professionista che non sa collaborare con i colleghi. Oppure a una persona brillante che si blocca davanti a un imprevisto. La conoscenza da sola non basta. Le abilità trasversali sono ciò che trasforma le conoscenze in risultati. E c’è un altro aspetto importante: queste competenze non servono solo nel lavoro. Servono nella vita. Nelle relazioni personali, nella gestione dei conflitti, nella capacità di comprendere gli altri e di farsi comprendere. Una società cresce non solo grazie alle persone competenti, ma grazie alle persone capaci di cooperare, rispettarsi e costruire insieme.
La buona notizia è che le abilità trasversali si possono allenare. Ogni esperienza può diventare un’occasione di crescita: un progetto di gruppo, uno sport, il volontariato, un errore affrontato con maturità, persino una difficoltà superata con determinazione. Per questo dobbiamo considerare le soft skills come fondamenta della nostra struttura. Sono una parte essenziale della formazione di ogni individuo. Sono il ponte tra il sapere e il saper fare, ma soprattutto tra il saper fare e il saper essere.
Il futuro apparterrà non solo a chi conosce di più, ma a chi saprà collaborare meglio, comunicare meglio e adattarsi meglio. E allora investiamo nelle competenze tecniche, sì. Ma investiamo anche nell’ascolto, nell’empatia, nella creatività, nella responsabilità e nel lavoro di squadra. Perché sono queste le qualità che rendono una persona davvero pronta ad affrontare il mondo.
Ringraziando moltissimo la Usl Umbria 2, l’azienda ospedaliera di Terni, la presidente della Regione Stefania Proietti e l’assessore comunale Alessandra Salinetti per essere intervenute, CIVES Terni, l’associazione Donne Medico sezione di Terni, la SIPAD Umbria e l’OPO di Terni, e non per ultimo le meravigliose relatrici Mirella Cleri, Sara Simeone ed Emanuela Vasta.









