«Sono iniziati martedì mattina gli abbattimenti dei 73 pini a Lugnano in Teverina». A renderlo noto sono i comitati e le associazioni ambientaliste che già nelle scorse settimane avevano contestato il provvedimento del Comune. «Le seghe dell’impresa Posati – scrivono – hanno iniziato l’abbattimento. L’operazione procede spedita dopo il nulla osta della Provincia di Terni e nonostante l’ordinanza del Comune del 4 febbraio scorso sia stata contestata dalla Sovrintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell’Umbria, con una nota dell’11 febbraio, che aveva già ammonito il Comune invitandolo a limitare allo stretto necessario gli abbattimenti e richiamando l’ente a una programmazione che avrebbe potuto prevenire tali situazioni drastiche».
Sul posto si sono ritrovati cittadini di Lugnano e Amelia insieme a associazioni e comitati – tra cui Legambiente, Comitato Onda, Coda, Vas e SOS Verde di Terni e provincia – «improntando un dialogo e bloccando temporaneamente il cantiere, in attesa del sindaco che non si è palesato». Secondo i firmatari della nota, «siamo di fronte a un provvedimento assolutamente sproporzionato. L’amministrazione utilizza lo strumento dell’ordinanza contingibile e urgente per radere al suolo un intero filare storico di 73 alberi, quando la stessa perizia tecnica dell’ente conferma che solo 3 pini sono in classe D, ovvero tecnicamente irrecuperabili. Abbattere 73 alberi per colpa di 3 è un eccesso che danneggia in modo irreversibile il patrimonio paesaggistico e l’identità del nostro territorio». Viene inoltre richiamata «la sentenza del Consiglio di Stato 9178/2022, chiara sulla non abbattibilità senza motivazioni comprovate».
Altro nodo sollevato riguarda la compensazione. «Dove sono i nuovi alberi? Oltre al danno, la beffa. La Sovrintendenza, nella nota dell’11 febbraio, aveva vincolato il parere alla presentazione di un nuovo progetto di compensazione che prevedesse il reimpianto di piante già adulte. Identico il parere del direttore del dipartimento politica agricola comune e Ministero delle politiche agricole e forestali. Ad oggi risulta che il Comune di Lugnano non abbia ancora redatto né presentato tale progetto». I comitati evidenziano anche un possibile ostacolo normativo: «Le attuali norme del Codice della strada limitano fortemente la possibilità di ripiantare alberi a bordo strada, imponendo distanze di sicurezza pari all’altezza della pianta. Senza un progetto di compensazione serio e già approvato, il rischio concreto è che questi 73 pini spariscano per sempre senza essere mai sostituiti, lasciando il borgo spoglio».
Il comitato nazionale Onda «ha presentato esposti alla Sovrintendenza, alla Prefettura e alla Procura della Repubblica» e, insieme a Coda, Vas, SOS Verde e Legambiente, «sostiene la mobilitazione dei cittadini e chiede lo stop immediato ai tagli per gli esemplari sani o recuperabili, classi C e C-D, con l’intervento urgente dei carabinieri Forestali per verificare se l’inizio del cantiere, in assenza del piano di compensazione richiesto dal Ministero della cultura, sia legittimo o configuri un danno paesaggistico ed erariale».
«Chiediamo – dichiara Legambiente Amelia – l’apertura di un tavolo tecnico per valutare soluzioni alternative al taglio degli alberi, per le quali sono stati interpellati ben tre tecnici, di cui è stata fatta comunicazione al sindaco Alessandro Dimiziani e al tecnico responsabile Federico Nannurelli». Infine, viene annunciata la possibilità di ulteriori azioni legali: «L’ufficio legale di Legambiente Amelia e del Comitato Onda sta valutando la presentazione di una denuncia penale per aver ignorato l’articolo 9 della Costituzione, l’articolo 733 del codice penale, le leggi nazionali e il Piano Restoration Law europeo».
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