Le violenze da parte del marito erano esplose durante il viaggio di nozze in Spagna, ma erano proseguite anche a casa, nei giorni seguenti. Bestialità sessuali ma anche vere e proprie aggressioni e umiliazioni. Vittima la moglie che all’epoca dei fatti – alla fine dell’estate 2016 – aveva 47 anni. Dopo l’ennesimo episodio brutale la poveretta era finita in ospedale con fratture e contusioni giudicate guaribili in 40 giorni. L’uomo – 49enne – era finito invece in carcere, accusato di violenza sessuale e lesioni aggravate.
Viaggio-incubo Alle violenze sessuali spesso e volentieri si aggiungevano le botte. Come durante la luna di miele in Spagna, con la poveretta costretta a subire non solo abusi di ogni tipo, ma anche percosse sotto forma di bastonate, pugni e calci. In un caso l’uomo le avrebbe anche urinato in faccia, per umiliarla.
Violenze e umiliazioni Forse la donna pensava che tutto ciò sarebbe finito con il ritorno a casa, che si fosse trattato solo un episodio bestiale, ma da dimenticare. E invece anche fra le quattro mura domestiche, nell’abitazione dove i due vivono in provincia di Perugia, le stesse situazioni si erano riproposte in forme se possibile peggiori. Così era stata nuovamente aggredita e umiliata dal marito che le aveva strappato i capelli, le era saltato addosso causandole fratture al costato, le aveva stretto con violenza le mani attorno al collo. E poi pugni, insulti, minacce – «se non ti ammazzi entro stasera, ti uccido io» – fino a quando la 47enne non aveva deciso di porre fine a quell’inferno, denunciando tutto.
Condannato La vicenda, seguita dalle indagini dei carabinieri dall’arresto dell’uomo, è finita all’attenzione del tribunale di Terni che nei giorni scorsi ha condannato il 49enne a quattro anni e otto mesi di reclusione, disponendone comunque la scarcerazione. La sentenza, con rito abbreviato, è stata emessa dal gup Simona Tordelli che ha accolto la richiesta formulata dal pm Raffaele Iannella. Alla vittima, assistita dall’avvocato Francesca Romana Garisto del foro di Milano, è stata riconosciuta una provvisionale di 20 mila euro. Per il marito-orco, difeso dagli avvocati Francesco Mattiangeli di Terni ed Ennio Galasso di Torino, la prospettiva è quella del giudizio d’appello pur a fronte di una pena ai minimi edittali e al provvedimento di scarcerazione disposto dal gup.






